Quirinale: prove tecniche di

Certamente ciò che sta avvenendo negli ultimi anni in Italia, non può che lasciarci basiti: la lotta di potere per il potere, indipendentemente dalla grave situazione in cui versa il Paese, il tutto con l’avallo del Capo dello Stato. Già il Presidente Napolitano, il “Puparo”, o “grande manovratore” come viene da molti definito e le cui “scelte più o meno discutibili”, hanno finito per condizionare fortemente la politica degli ultimi due decenni.

Dal 1992 su otto Presidenti del Consiglio solo due risultano essere stati eletti: Prodi e Berlusconi. Normalità di un Paese anormale. Le ultime due scelte di Napolitano (Monti e Letta), si sono poi rivelate essere un fallimento per ragioni contrapposte: la totale “inadeguatezza” di Monti e l’aver “abbandonato” uno degli ultimi “ragazzi prodigio” del PD. Tutto ciò ha creato una situazione di stallo, del tipo “decido non decido”.

Adesso scalzato il “Buon Enrico”, Matteo Renzi si appresta a prenderne il posto, peraltro sprovvisto di una maggioranza parlamentare, essendo lo stesso sottopostosi alle Primarie, ma mai al confronto elettorale: qui entra in scena nuovamente Berlusconi che gli getta la “ciambella di salvataggio”, ma ci chiediamo tutti a quale prezzo? Amato o odiato, celebrato o demonizzato, condannato giustamente o ingiustamente, a seconda dei punti di vista, certo resta il fatto che Berlusconi può essere considerato l’unico vero politico dell'”ultimo” ventennio: al contrario di tutti gli altri di Berlusconi comunque si parla, per quello che fa o non fa, se presente o assente.

Matteo Renzi è una sorta di alter ego di Berlusconi: parla per slogan e per annunci, ma saprà veramente risolvere i gravi problemi che attanagliano il Paese? Saprà raccogliere l’eredità del Cavaliere? O sarà solo l’ennesima grande delusione? Sarà in grado di raccogliere l’eredità politica di Berlusconi, che poi per molti versi può essere considerato la sua vera “musa ispiratrice” ed il suo “mentore”, tant’è che lo stesso Silvio non ha mai nascosto le “simpatie” nei suoi confronti e l’avrebbe pure “desiderato” quale “erede politico” e “candidato ideale”.

Quante cene ad Arcore saranno ancora necessarie per “rafforzare” il legame tra i due? Diciamoci la verità, Renzi è il più grande “capolavoro politico” di Berlusconi, sono riusciti per “ragioni ed interessi diversi” a sdoganarsi a vicenda: Matteo a Palazzo Chigi e Silvio per una “seconda vita politica”, la vera Forza Italia 2.0! Berlusconi è riuscito con Renzi, dove Napolitano ha fallito con Letta.

È chiaro che molte proposte degli ultimi tempi, quali ad esempio la nuova legge elettorale, provengono dal “cilindro” di Berlusconi e potranno “passare” in Parlamento solo grazie ai voti di Berlusconi! Certo tutto questo vede i cittadini assistere al tutto da semplici spettatori e c’è pure da chiedersi se nel frattempo che gli “inciuci di Palazzo” fanno il loro corso, il Paese “reale” esista ancora? Ma per dare una risposta a questa domanda bisogna guardare ad uno dei Colli più alti di Roma, da dove qualcuno semplicemente vi risponderà: “Io non ci volevo più stare, ma mi hanno costretto!”

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