Satoru Iwata

Che si appartenga o meno al mondo videoludico, Nintendo è un marchio ormai noto da tempo a tutti. Società fondata nel lontano 1889, è passata dai giochi di carte ai giochi elettronici, per poi entrare nel mondo che l’avrebbe resa così tanto famosa: quello dei videogiochi. Entrata nel mercato nel 1974, raggiunge la notorietà a partire dagli anni ottanta, quando immette sul mercato il Nintendo Entertainment System (NES), anche grazie all’aiuto di Shigeru Miyamoto ideatore delle famosissime saghe di: Super Mario, The Legend Of Zelda e Donkey Kong. Da allora Nintendo ha prodotto sei console da tavolo, oltre a svariate console in ambito portatile tra cui Game Boy, Nintendo DS e l’ultimo Nintendo 3DS.

Dopo gli ottimi risultati finanziari raggiunti con il sottovalutato GameCube nel 2003, l’anno di fioritura completa di Nintendo risulta essere il 2007, quando si ha l’immissione nel mercato del Nintendo DS e del Wii. Basti pensare che grazie ad esse, Nintendo riuscì nel primo biennio a rivedere al rialzo le proprie previsioni, per poi superare nel mercato delle console domestiche le rivali Sony e Microsoft.

I successivi anni le console (e Nintendo) continuarono a riscuotere grandissimo successo, fino all’anno 2010, dove dopo sette anni si registrò un calo di profitti, causato dal commercio del nuovo Nintendo 3DS che stentava a decollare nelle vendite. Tale situazione, fece sì che Nintendo accelerasse i tempi, per anticipare l’uscita della sua nuova console casalinga: la WiiU, che però non ebbe gli esiti sperati. Difatti quest’ultimo lancio generazionale, fece registrare nel 2012 il primo bilancio in rosso, e ad oggi la situazione non è di certo migliorata. Alla luce di questi eventi il presidente Nintendo Satoru Iwata, decide di fissare un incontro con gli azionisti per chiarire meglio il futuro dell’azienda, incontro che si è svolto in data 30 gennaio dove ha rivelato progetti inaspettati, che non hanno fatto nient’altro che alimentare l’attenzione mediatica, intorno alla grande N.

Durante l’incontro Iwata sottolinea più volte e rassicura, come i videogiochi restino al centro dei loro pensieri, nonostante nel briefing per quanto riguarda le console odierne, annunci soltanto che il controller WiiU vedrà in futuro implementata la funzionalità di giocare i titoli Virtual Console e Nintendo Ds. Detto ciò, Iwata passa al vero e proprio motivo dell’incontro, ovvero Nintendo vista come azienda che tenterà un nuovo approccio nel mercato, operando in più direzioni. Nello specifico: prima di tutto l’azienda si avvia a creare uno “status Nintendo”, in parole povere un ID, come già accade su PSN, XboxLive o qualsiasi altro servizio, in maniera tale da creare un filo diretto con l’utente, ovviamente tale ID sarà esteso a tutte le loro console ma anche negli smartphone. Sì, avete letto bene, gli smartphone.

Difatti Iwata annuncia che al giorno d’oggi lo smartphone è una realtà non trascurabile, e per questo oltre a fornire delle app con l’unico scopo di avvicinare l’utenza verso le console Nintendo, aggiunge anche come si stiano studiando forme di intrattenimento per queste piattaforme, senza escludere che certi brand celebri (Super Mario ad esempio) possano in futuro approdare su smartphone. Il progetto in sostanza sarà mirato ad espandere il mercato, lanciando delle piattaforme indipendenti dall’intrattenimento videoludico, che però non vuol dire che a loro volta non possano contaminare il settore di gioco tradizionale.

Questa espansione del mercato comincerà come descritto in precedenza, pubblicizzando prodotti Nintendo attraverso app ad hoc, ma questa direzione rappresenta solo una minima parte delle intenzioni di Nintendo. Nell’incontro si parla di come l’azienda stia creando delle piattaforme con l’intento di migliorare la qualità di vita delle persone. Si cita come esempio i riuscitissimi esperimenti di WiiFit su Wii (e WiiU), e del Brain Training su DS, sottolineando come quello del benessere sia solo un piccolo passo, che porterà successivamente all’educazione e al lifestyle.

Iwata stesso precisa come queste piattaforme siano studiate per essere “non wereable technology” ovvero non indossabili, andando completamente controcorrente con le mode degli ultimi tempi, quindi per esser più chiari, le piattaforme in questione avranno un hardware proprio su cui gireranno dei software progettati appositamente. Questi famigerati software per smart device, dovrebbero debuttare verso la fine dell’anno in corso, o almeno i primi tentativi.

Infine Iwata spende anche due parole per quanto riguarda il nuovo modello business che Nintendo vuole adottare: “Fino a oggi è sempre stato dato per scontato che un cliente paghi un gioco lo stesso prezzo, indipendentemente da quanti ne compra in un anno, sia esso uno, o siano cinque o addirittura dieci”, proprio con queste parole Iwata annuncia come Nintendo stia studiando un sistema di business, basato sul “famoso” ID descritto in precedenza, che prevede di monitorare l’utente, controllarne gli acquisti, per offrire così dei prezzi flessibili di volta in volta che si effettua un nuovo acquisto.

Con quest’ultimo annuncio si conclude il briefing sul futuro di Nintendo. Da quando nel lontano 2002, Iwata fu nominato presidente Nintendo, seppe dare nuova linfa ad una azienda che rischiava di vedere la sua fine prematuramente, dunque dare ancora fiducia a quest’uomo, oppure no? Di certo bisogna ammettere come il coraggio di certo non gli manchi, con quella che a tutti gli effetti sa più di scommessa, che di una certezza.

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