Natalie Portman, contestata a Gerusalemme

Natalie Portman, in Israele per girare il suo primo film come regista “Storia di amore e di tenebra” è stata contestata da un gruppo di residenti ultra-ortodossi.

L’attrice e regista di origini israeliane è attualmente impegnata sul set del suo primo film “Storia di amore e di tenebra”, un adattamento del romanzo autobiografico del 2002 dello scrittore israeliano Amos Oz. Il film, finanziato dal Film Fund di Gerusalemme, racconta la storia un ragazzino traumatizzato dalla guerra e dal suicidio di sua madre, che decide di trasferirsi in un kibbutz e cambiare identità.
Ma gli inizi da regista di Natalie Portman non sono tra i più semplici. E’ stata infatti contestata da un gruppo residenti del quartiere ultra-ortodosso di Gerusalemme Nahlaot, dove sono in corso proprio i primi ciak e accusata di provocare una “invasione straniera”. “Alien Invasion” riportano i graffiti conparsi sui muri del quartiere.

Il residenti ultra-ortodossi hanno presentato una denuncia a Rachel Azaria, vicesindaco di Gerusalemme, chiedendo di fermare le riprese di film nel loro quartiere, sostenendo che danneggia i loro sentimenti e la loro vita quotidiana (a causa anche dell’abbigliamento inadeguato di alcuni attori). “Le riprese si svolgono in zone sensibili vicino sinagoghe o yeshiva, le scene che vengono girate dovrebbero essere analizzate prima della realizzazione per essere sicuri che non urtino la sensibilità di alcune persone” dicono gli abitanti del quartiere di Nahlaot, sostenendo inoltre di non essere stati avvertirti dalle autorità locali, riguardo le riprese di questo film. Il clima dunque è molto teso, ma le riprese continuano.

Il vicesindaco israeliano ha garantito che gli attori saranno vestiti modestamente ma ha deciso di ignorare la richiesta di sospensione delle riprese, ritenendo più conveniente creare entusiasmo sul progetto della Portman. “C’è una costante tensione tra il desiderio di celebrare la diversità di Gerusalemme e le rivendicazioni di gruppi estremi che si oppongono. La bellezza di questa città, la sua architettura e gli sforzi dell’industria cinematografica e delle TV trionferà e la crescita cinematografica che abbiamo visto a Gerusalemme negli ultimi anni continuerà a prosperare anche grazie a Natalie Portman in Nachlaot” ha detto Azaria in un comunicato.

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