Lo zucchero il veleno bianco

La scorsa settimana vi ho proposto le indicazioni del WCRF per prevenire i tumori; al punto tre del decalogo avete letto che occorre limitare il consumo di alimenti ad alta densità calorica ed evitare il consumo di bevande zuccherate.

Delle bevande zuccherate parleremo prossimamente in modo più approfondito, intanto dedichiamoci ad affrontare il problema dello zucchero. Anni fa circolava una pubblicità in cui si vedeva una ragazza saltare felice, e lo slogan affermava che “Lo zucchero è pieno di vita!”. La ricordate? Volevano convincerci (e purtroppo ci sono riusciti) che lo zucchero fosse necessario al buon funzionamento delle cellule nervose e cerebrali, perché – continuava la pubblicità – il cervello ha bisogno di zucchero, e lo zucchero ha cervello! In quel caso, l’unico ad avere cervello fu l’ideatore della campagna pubblicitaria, che seppe ben fare gli interessi del suo committente, l’industria dello zucchero. Per il resto, è tutto un inganno. Tra l’altro molto pericoloso. Contrariamente a ciò che ci hanno voluto far credere, il nostro organismo per vivere e ben funzionare non necessita di zucchero bensì di energia, ossia di elettroni. Ora, lo zucchero è un alimento acido, e acidi e acidificanti sono tutti gli alimenti prodotti con zucchero e farine raffinate. Se quindi andiamo ad analizzare uno degli effetti che lo zucchero produce nel nostro corpo, ovvero l’acidificazione e l’abbassamento del livello del pH, ci rendiamo conto che di certo non sarà lo zucchero a fornire energia, perché gli elettroni si trovano non nei cibi acidi ma in quelli alcalini.

Al pari del latte anche lo zucchero provoca acidità, abbassando il livello del pH; e come per il latte, anche per assimilare lo zucchero (e per contrastarne l’effetto acidificante e riportare in equilibrio il livello del pH nel sangue) sono necessari sali minerali come il magnesio e il calcio, che vengono sottratti dalle riserve del nostro organismo (se l’alimentazione è abbastanza ricca di cibi alcalini e contenenti minerali), o nei tessuti lì dove questi minerali sono componenti fondamentali: le ossa, i denti, i muscoli. È questo uno dei motivi per i quali lo zucchero è uno dei fattori causanti la carie e l’osteoporosi: il calcio che dovrebbe servire a formare denti e ossa viene utilizzato per neutralizzare l’acidità provocata dallo zucchero e per la sua assimilazione. Si, ma cosa c’entra lo zucchero coi tumori? Immagino vi sarà purtroppo capitato di venire a sapere che un amico o un conoscente si è sottoposto a una PET (tomografia a emissione di positroni), e che in seguito a questo esame gli è stato diagnosticato un tumore. Quel che forse però non sapete è che ciò che la PET va a leggere nei tessuti è la concentrazione del glucosio (il nome che assume lo zucchero nel nostro corpo una volta digerito), perché lì dove è maggiore il consumo di glucosio è molto probabile che ci sia un tumore. Perché? Per il semplice fatto che il metabolismo dei tumori maligni – come scoprì il biologo tedesco Otto Heinrich Warburg che nel 1931 per questa scoperta ottenne il premio Nobel per la medicina – dipende in gran parte dal consumo di glucosio, che contribuisce a fornire al nostro corpo quell’ambiente acido e quella conseguente ipossia cellulare che sono le due condizioni base perché le cellule tumorali prolifichino. Accanto a ciò, un altro fatto: abbiamo già detto che all’arrivo dello zucchero nel sangue il pancreas libera insulina; alla secrezione di insulina si accompagna il rilascio di un’altra molecola, l’IGF, che ha come funzione quella di stimolare la crescita cellulare. In parole povere, lo zucchero nutre e fa crescere in fretta i tessuti. Il problema è che fa crescere non soltanto i tessuti buoni – quelli che, ad esempio, si sono lacerati per una ferita o che fanno parte del normale processo di rinnovamento cellulare del nostro corpo – ma fa crescere anche i tessuti nocivi. Come il tumore, ad esempio.

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