Il boom del remake letterario, che riporta in libreria nuove storie di personaggi classici.

Il boom del remake letterario, che riporta in libreria nuove storie di personaggi classici.

Cover letterarie? Clonazioni? Scopiazzature? Trascrizioni? Un boom di riscrittori, soprattutto anglosassoni, che riportano in libreria nuove storie di personaggi classici, ridando così vita ai nostri beniamini. Alcuni sono autori famosi contattati direttamente dagli agenti degli eredi, come lo scrittore irlandese John Banville (pseudonimo Benjamin Black) a cui è toccato l’onore di resuscitare il detective privato Philip Marlowe; o la scrittrice americana di mistery, Stephanie Barron, che ha trasformato Jane Austen in una simpatica investigatrice. Altri sono autori meno noti che di testa loro, con non pochi problemi giudiziari, legati soprattutto ai diritti d’autore, hanno scritto dei prequel o sequel, più o meno famosi, riproponendo Sherlock Holmes in tutte le versioni (sembra sessanta), la migliore quella di Leslie Klinger, o hanno addirittura riscritto Orgoglio e pregiudizio dal punto di vista dello scapolo Fitzwilliam Darcy (Pamela Aidan).

C’è un filone poi di personaggi ricreati a tavolino da una squadra di esperti di marketing librario: Re Artù e i suoi cavalieri, Dracula, Frankenstein, James Bond e persino alcuni dei protagonisti storici delle fiabe dei fratelli Grimm, rivisti in chiave psicanalitica. In questo boom di remake letterario non mancano anche classici francesi e italiani: “Les Miserables” e “I promessi sposi”.

E’ inevitabile quando ti “scontri” con una cover letteraria fare il confronto con l’originale e considerarla inferiore. Di fatto, non è sempre così alcuni scrittori dopo attente ricerche storiche hanno recuperato lo spirito del personaggio e messo in evidenza aspetti originali dell’opera a cui si sono ispirati. Pensiamo al nostrano Valerio Massimo Manfredi, autore di un gran numero di romanzi storici e mitologici a uno degli scrittori americani più letti al mondo, Stephen King, che sta riadattando molti suoi romanzi in sceneggiature televisive.

Ci sono altri, invece, che affrontano la riscrittura come parodia la “Divina Commedia”, è quella più presa di mira. Parodie però non sempre riuscite. Spesso la riscrittura, – questo è diventato un vero e proprio fenomeno, grazie al basso costo delle pubblicazioni in rete -, è fatta dai fan di personaggi o storie di romanzi originali. La fan fiction, questo è il nome di questo genere letterario, può essere di vario tipo dal semplice proseguimento di un’opera, al riutilizzo di personaggi inseriti in situazioni nuove o di storie raccontate da un punto di vista diverso. Una delle opere su cui sono state prodotte più fan fiction è quella di “Harry Potter”.

L’editoria e il mondo letterario non è ancora pronto a sdoganare la “cover”, come avviene da anni per la musica e il cinema, ma un riconoscimento agli autori che con sfida si ispirano ai classici c’è ed è il torneo letterario “BookJockey Day: l’arte della cover”, organizzato dalla casa editrice milanese Marcos y Marcos, da alcuni anni alla fine di novembre, dove anche il copiare è un arte creativa. La cover letteraria insomma può dare nuova vita a un testo amato e perché no rinnovarlo.

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