Trading on-line. Indipendenza dalle Banche per la gestione del risparmio

Con il trading on-line allontaniamo la crisi del mercato del lavoro, otteniamo l’indipendenza economica gestendo i nostri risparmi senza che le banche possano prendersi i nostri rendimenti!

Con questo articolo vorrei inaugurare la pubblicazione di tematiche inerenti la gestione del risparmio personale, mostrando vantaggi e rischi legati alla professione del trader. Negli ultimi anni la forte recessione e crisi economica hanno trasformato il trading on-line in un’ attività imprenditoriale emergente che presenta tantissime soluzioni d’investimento, non solo per speculare in maniera aggressiva sui mercati finanziari come molti credono, ma anche per attuare una gestione proficua del proprio capitale, potendo con uno sforzo limitato raggiungere ritorni nettamente superiori a quelli offerti dai comuni istituti di credito.

Partendo dalla convinzione che a mio avviso nessuno è degno di speculare sull’altrui denaro, in quanto solo noi sappiamo quanto abbiamo sudato e faticato per ottenere i risparmi di una vita, a maggior ragione anche le banche dovrebbero rispettare di più tutti i risparmiatori, in quanto sono solo in grado di offrire opportunità d’investimento derivanti da società partecipate, con un ovvio conflitto d’interesse, non solo, i cosiddetti investimenti “garantiti” non superano il 2-3% di ritorno in un anno. Gli stessi titoli acquistati dalle banche con i nostri soldi, se fossero presi da voi in modo indipendente permetterebbero guadagni altamente superiori, in quanto non dovreste lasciare alla banca le commissioni e parte della rendita.

Oltre a questo, pensate anche alla difficoltà di aprire una nuova attività commerciale in Italia: tra licenze, affitti, spese per l’energia, costi fissi e soprattutto tasse, l’investimento iniziale è sempre consistente, inoltre la pressione fiscale può facilmente superare il 50%. Con il trading on-line, invece, potete svolgere tutto comodamente a casa davanti al vostro pc, e la tassazione è solo del 20%. Può essere sfruttato come principale attività economica o solamente per arrotondare a fine mese, che di questi tempi non fa mai male. Dunque conosciuto anche con l’acronimo inglese TOL, il trading on-line consiste nella compravendita di strumenti finanziari tramite internet. E’ nato in Italia solo nel 1999, quando il “Nuovo Regolamento Consob di attuazione del Testo Unico dei mercati finanziari” ne ha regolamentato gli aspetti.

Gli orizzonti temporali di investimento possono variare dal trading velocissimo denominato scalping, quello giornaliero intraday, quello di medio periodo settimanale-mensile a quello di lungo periodo trimestrale-annuale. Pertanto come detto in precedenza si può anche attuare una gestione oculata del proprio patrimonio, e con una discreta esperienza si possono ottenere rendimenti pari al 5-10% al mese senza assumere rischi eccessivi.

Ovviamente come qualsiasi attività imprenditoriale anche il trading non è esente da rischi, pertanto è bene raggiungere una buona conoscenza finanziaria prima di assumere delle posizioni, in tal modo si è preparati a gestire le operazioni sia in situazioni favorevoli che sfavorevoli. Non solo, è bene innanzitutto scegliere il giusto broker con il quale aprire un conto. A tal proposito il mio consiglio è quello di operare non con i broker market maker (letteralmente broker che fanno il mercato) poiché i prezzi di acquisto/vendita sono direttamente decisi dal broker e quindi poco trasparenti e a volte poco convenienti, ma è preferibile scegliere i DMA, cioè i Direct Market Access che ti consento un accesso al mercato in maniera diretta, vantando spread, commissioni e costi migliori e più chiari.

Nei prossimi articoli approfondirò le peculiarità della gestione autonoma del proprio risparmio, con l’intento di dare una valida alternativa alla malsana e opaca gestione bancaria.

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