Ab uno disce omnis

Un’analisi sulle sezioni che compongono il Rapporto Italia 2014 stilato dall’Eurispes. Una fotografia del nostro paese da cui dovremmo trarre indicazioni e insegnamenti per un futuro migliore.

L’istituto di ricerca Eurispes ha stilato da pochi giorni il Rapporto Italia 2014. Dal comunicato stampa diffuso dall’istituto, noto per i suoi studi politici, economici e sociali, ne esce un’Italia sempre più attanagliata da una crisi profonda e drammatica ma straordinariamente varia e inaspettata. A detta del Presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, sociologo e docente universitario, l’Italia sta fornendo un’ottima prova nei settori tradizionali del Made in Italy e del lusso: tessile, abbigliamento, calzature, arredamento e nautica.

Il nostro bel Paese è riuscito a creare nuove specializzazioni, come nella meccanica, nei prodotti a forte innovazione, nelle tecnologie per l’edilizia e nella chimica farmaceutica. Mentre quindi la recessione e l’austerità impostaci dall’Europa, fanno crollare la nostra domanda interna, e con essa Pil e occupazione, le imprese italiane hanno conseguito eccellenti risultati sui mercati internazionali. “Negli ultimi cinque anni il fatturato estero dell’industria italiana ha superato quello tedesco e francese. Negli ultimi due anni siamo stati tra i soli cinque paesi al mondo (con Cina, Germania, Giappone, Corea del Sud) a conseguire un saldo commerciale con l’estero superiore ai 100 miliardi di dollari. Il nostro comparto agricolo ha prodotto risultati molto positivi sia in termini di fatturato sia di occupazione”. “E tutto questo – continua Fara – nonostante gli ostacoli, i ritardi, i mille impedimenti che lo Stato pone a chi decide di avviare una qualsiasi attività imprenditoriale, attraverso una pressione fiscale insopportabile, una burocrazia pervasiva e ossessionata dal regime del controllo e della concessione in luogo del diritto”.

Analizziamo punto per punto le sezioni che compongono il Rapporto che fotografa il nostro paese e da cui dovremmo trarre indicazioni e insegnamenti per un futuro migliore. Riguardo alla situazione economica, l’88% degli italiani è pessimista ritiene che nell’ultimo anno sia peggiorata e che non migliorerà nei prossimi mesi. Di fatto il 30,8% degli italiani non riesce ad arrivare alla fine del mese. Tra quanti ci arrivano, comunque non manca chi, il 51,8%, vi riesce soltanto utilizzando i propri risparmi. Tentare di risparmiare qualcosa è in sostanza impossibile per tre italiani su quattro (74,7%). Sul versante delle difficoltà incontrate dagli intervistati nel pagamento delle rate del mutuo o nel saldo mensile dell’affitto per la casa, si registra nel primo caso un disagio che tocca il 29,1% e, nel secondo, il 26,8%.

Si confermano come regioni più in difficoltà quelle del Mezzogiorno; come categorie quella dei disoccupati o inoccupati, in altre parole in cerca di nuova o prima occupazione. Accanto alla situazione di profonda crisi denunciata dalla larga parte dei cittadini, emerge un altro indicatore del disagio: un italiano su quattro ha avuto necessità di ricorrere a un prestito bancario nell’ultimo triennio. Le motivazioni più ricorrenti sono il saldo di debiti in precedenza accumulati, il mutuo per la casa, il pagamento di spese mediche o di spese per eventi particolari, come matrimoni, cresime, battesimi. A questo si aggiunge che il quasi 70% degli italiani ha costatato una perdita del proprio potere d’acquisto e di conseguenza ha ridotto di molto le spese, modificando anche il proprio stile di vita e le proprie abitudini.

Gli italiani dichiarano di aver limitato le uscite fuori di casa, i viaggi, le vacanze e le spese per il tempo libero (cinema, palestra, teatro); di aver ridotto le risorse destinate ai regali e all’auto; di aver privilegiato l’acquisto di prodotti di abbigliamento presso punti vendita più economici come grandi magazzini, mercatini, outlet o di aver aspettato i saldi. Per quanto riguarda l’acquisto di generi alimentari, si cambia marca di un prodotto se più conveniente o ci si rivolge ai discount. Le difficoltà del Paese sono evidenziate anche dalla diffusione dei pagamenti rateizzati nel tempo a cui, negli ultimi dodici mesi, ha fatto ricorso il 29% degli intervistati.
Gli italiani utilizzano il pagamento rateizzato per beni considerati “durevoli”: elettrodomestici, automobili, computer e telefonini, arredamento. È preoccupante considerare però che il 22,4% ricorra alla rateizzazione per far fronte anche alle cure mediche. Il fabbisogno di liquidità è testimoniato anche dal ricorso al “compro-oro” (18,7%). “La rilevazione fa registrare un’impennata del ricorso alla vendita di beni preziosi presso questi particolari negozi apparsi come funghi, nel giro di pochi anni, sia nelle città sia nei piccoli paesi di provincia”.

Il dato che colpisce di più sfogliando il rapporto è la sfiducia degli italiani verso le istituzioni (70,6%), si salvano con fatica, e mantenendo i risultati dello scorso anno, il Presidente della Repubblica e la Magistratura. Le Forze dell’ordine rimangono un punto fermo. Il Rapporto mette in evidenza un aumento di consenso verso tutte le associazioni di categoria e soprattutto verso la Chiesa, dirompente l'”effetto Bergoglio”. Gravi anche i dati che si riferiscono agli orientamenti politici: la metà degli intervistati non si riconosce in nessuna area politica o non ha saputo/voluto esprimersi in tal senso. Altro dato molto pericoloso è lo scivolamento verso il basso in termini di reddito, di opportunità e di ruolo sociale dei ceti medi italiani. La progressiva pauperizzazione dei ceti medi, secondo il Presidente dell’Eurispes, e non possiamo che essere d’accordo, “segnerebbe di conseguenza nel migliore dei casi la riduzione degli spazi di democrazia e nel peggiore la sua eclissi”. Interessanti poi i dati che riguardano alte percentuali di risposte favorevoli a fenomeni molto dibattuti negli ultimi anni: come l’utilizzo delle staminali per le cure mediche, il divorzio breve, la tutela giuridica delle coppie di fatto, la fecondazione assistita, il testamento biologico, la pillola abortiva, l’eutanasia, il matrimonio tra persone dello stesso sesso, la legalizzazione della prostituzione. E inoltre la larga parte dei cittadini ritiene necessario introdurre nel nostro ordinamento una legge sulla responsabilità civile dei magistrati e una nuova legge sull’immigrazione insieme alla definitiva revisione della legge elettorale.

La politica sembra quindi non rappresentare nei luoghi preposti le scelte dei cittadini. L’Eurispes quest’anno ha deciso, infine, di ampliare il suo raggio d’indagine sul tema animali, dando voce anche ai veterinari. Risultati sorprendenti: gli italiani sono contro la vivisezione, l’utilizzo degli animali nei circhi, la caccia; amano e curano gli animali, anche se a causa della crisi sono aumentati negli ultimi anni gli italiani che chiedono aiuto per affidare ad altri i propri, non riuscendo a sostenere le spese per mantenerli. Quasi un terzo dei vegetariani e vegani, aumentati quest’anno dello 1,1%, ha scelto questo tipo di alimentazione per rispetto nei confronti appunto degli animali. Nei riguardi del gioco la maggioranza degli intervistati del campione dell’indagine Eurispes di quest’anno ha riferito di praticarlo per puro e semplice divertimento e di preferire in assoluto il gratta e vinci. Solo un italiano su tre pratica sport, molti di più preferiscono guardarlo seduti comodamente in poltrona di fronte la televisione ( Il 56,9% degli italiani ammette di non spendere nulla per l’acquisto di un biglietto per lo stadio).

© Riproduzione Riservata

Commenti