Armi chimiche di Assad. La manifestazione a San Ferdinando

Solo i “Tecnici dell’Esercito Statunitense e Russo” sono specializzati per smaltire il Sarin. Ancor di più prevale l’indignazione di alcuni sindaci calabresi che manifestano a San Ferdinando invitando la popolazione, le scuole e i rappresentanti del Governo assenti. L’urlo del NO alle Armi chimiche ha accompagnato la giornata del 1 Febbraio.

Il 1993 è l’anno che vede le firme di molti Paesi alla “Convenzione Di Parigi Sulla Proibizione Armi Chimiche” che prevedeva la distruzione entro il 2007. Fin’ora è stato distrutto solo il 78,57% dell’intero arsenale chimico mondiale. Le nazioni che non hanno aderito sono: Egitto, Siria, Corea del Nord, Angola e il Sud Del Sudan. L’uso delle armi chimiche è proibito anche in contesti di guerra, in molte nazioni. Intanto la Siria ha accettato la proposta Russa di mettere sotto controllo internazionale le armi chimiche contenenti Sarin e Iprite, la presa in consegna internazionale dell’arsenale chimico, a disposizione dell’esercito di Assad, è stata una “condizione necessaria per una trattativa di pace”. Ma, analizziamo il Sarin e il suo effetto, è un gas nervino, composto da acido fosforico, sintetizzato nel 1938 da scienziati tedeschi, non ha colore, odore, sapore.

Il Sarin è fortemente tossico e a contatto con la pelle o inalato, causa vomito, fuoriuscita di feci, spasmi muscolari terribili. E’ sufficiente una piccolissima esposizione, per portare entro un minuto alla morte per soffocamento. Può divenire innocuo con idrossido di sodio liquido, mentre il gas mostarda viene neutralizzato con acqua alcalina. E’ quindi necessario estrarre ciascun agente chimico, tutto ciò richiede tempo, massima cautela, attenzione nei minimi dettagli. Inoltre, per tale operazione è necessario un luogo lontano dalla popolazione e in condizioni di “assoluta sicurezza ambientale”. Gli agenti specializzati per tale lavoro, sono solo i Tecnici Dell’Esercito Statunitense e Russo. L’Opinione Pubblica Americana è restia a inviare il suo esercito in nuovi scenari ad “alto rischio”. Arriverà la nave americana Cape Ray solo per il trasbordo, non per lo smaltimento.

Come mai è stato scelto un porto italiano, mentre gli altri Paesi hanno respinto la proposta? Perché non interviene l’esercito specializzato nello smaltimento? Perchè scegliere l’Italia se non è in grado di smaltire i Gas e se ha grosse problematiche di smaltimento rifiuti? Ecco, cosa dovremmo volere esattamente: chiarezza, trasparenza. Sì, l’operazione per la prima volta è “legale” ma quanto “sicura” per il nostro Paese?

I Sindaci della Piana di Gioia-Rosarno hanno manifestato con i propri concittadini, lo scorso 1 febbraio a San Ferdinando, per dire “NO” all’operazione di trasbordo dalla nave danese ArK Futura alla nave Americana Cape Ray, operazione che dovrebbe avvenire alla banchina Nord- Est del Porto di Gioia Tauro. Presenti a tale iniziativa 33 Sindaci, la popolazione calabrese, alcune associazioni e le scuole. I primi cittadini hanno chiesto al Governo di bloccare l’operazione e di tenere l’attenzione sullo sviluppo e sulla sicurezza che fin’ora non c’è stata, respingendo ogni proposta di compenso. Si chiedono come mai Francia e Albania hanno detto “no”. Tra i vari interventi ecco quello di Elisabetta Tripodi, che ha ribadito il proprio “no” a una scelta dice, imposta dal territorio. Dichiarando intanto che: “Non è una posizione ideologica e che i sindaci presenti rappresentano tutti i partiti, tutto l’arco costituzionale“. Mentre Domenico Modafferi, sindaco di San Ferdinando dice che: “La comunità esige rispetto e che non è giusto che i giovani lavoratori del Porto si trovino in situazioni di cassa integrazione dopo i sacrifici per la costruzione“. Il sindaco di Cinquefrondi, Marco Cascarano, ha ricordato che la manifestazione è stata voluta con forza da “Tutti I Sindaci”. Alessandro Cannatà, sindaco di Cittanova, si è appellato alla legge dello Stato del 1990 che vieta il transito di armi chimiche, esprime al contempo solidarietà al popolo siriano e chiede: “Se non ci sono pericoli, come mai non è presente oggi il Governo a Gioia Tauro?” Per Michele Tripodi, sindaco di Polistena, portare le armi chimiche a Gioia, è violare la verginità dello scalo calabrese. Si teme che tale operazione possa dare il via ad attentati terroristici e tale timore è anche un pensiero di alcuni, uomini, appartenenti all’esercito italiano. Il sindaco di Gioia Tauro, Bellofiore, è favorevole al disarmo, ma non al Porto di Gioia, ricordando il problema degli inceneritori del 2007.

Durante la manifestazione, ecco pareri contrastanti venire dalla piazza e qualche urlo: “Che avete fatto in tutti questi anni!”. La manifestazione da piazza Nunziante, ha poi proseguito con corteo fino ad arrivare in una zona “simbolica” proprio davanti al Porto. I Sindaci si lamentano per la mancata presenza dell’Aggiunta Regionale. Da sottolineare la folta presenza degli studenti, tra cui i ragazzi del Liceo Classico Artistico “Vincenzo Gerace di Cittanova” che nella forte pioggia urlano chiarezza alle istituzioni. Una classe la “V A” Tradizionale del Liceo, è giunta abbandonando la lezione con la prof.ssa Mariagrazia Lamanno, ragazzi che segnano un percorso, quello dei “diritti” e del senso di giustizia, appartenenti al Sud che non abbassa la testa e dice “NO” ai “poteri forti”. Giovanissimi, giunti per vedere chiaro e chiedere trasparenza e sicurezza per il loro futuro. Ci sono poi Nicole, Flavia, Martina, Carmelo, Giulia, Andrea, Rocco, Francesca, Dafne, Ilaria, Chiara, Valentina i ragazzi delle quarte e quinte del Liceo Classico di Cittanova, pieni di cultura che non possono essere messi dietro un angolo ad attendere il futuro, ma che hanno voglia di fare e realizzare i propri sogni, guardando a un futuro migliore che la “Nostra Terra” di Calabria può offrire. Ragazzi che non vogliono essere “coscienze addomesticate”.

I Rappresentanti della Consulta Provinciale degli Studenti, Andrea e Rocco dicono: “Vogliamo che anche la nostra voce di studenti e di cittadini venga ascoltata, iniziative come la manifestazione di oggi, sono molto utili, specie come queste scottanti per l’approdo nel nostro porto delle armi chimiche siariane. Alle quali la popolazione della Piana si oppone, il nostro grido ha espresso la volontà di un popolo che dice NO alle imposizioni dall’alto. E’ quel popolo che non si piega, gli studenti sono dalla parte di chi si oppone ai diktat del Governo che crede di poter gestire le nostre vite“.

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