PALERMO – Cambio al vertice del gruppo parlamentare dei Cinquestelle all’Ars: Francesco Cappello subentra a Giancarlo Cancelleri. La rotazione è in linea con quanto avviene alla Camera e al Senato dove i parlamentari si alternano nel ruolo di capigruppo. Tra sei mesi toccherà a Valentina Zafarana, vice di Cappello che prenderà la guida del gruppo. E proprio a seguito della nuova nomina, noi di Blogtaormina abbiamo scambiato due chiacchiere con il nuovo portavoce del Movimento, l’on. Francesco Cappello.

Le tue impressioni sul nuovo incarico e soprattutto la logica della rotazione.

“La rotazione del capogruppo è una delle regole connaturali al movimento 5 stelle stesso, la naturale conseguenza del principio ‘uno vale uno’. La strada è, ovviamente, tracciata, ci atterremo al rispetto del programma, scritto peraltro direttamente dai cittadini che sono e restano l’unica nostra guida e di cui siamo semplicemente portavoce”.

Al Parlamento i grillini si infiammano. Perchè?

“Non vi sono dubbi che a Roma il MoVimento 5 Stelle si sta scontrando contro l’ottusità di partiti che predicano il cambiamento solo a parole mentre restano aggrappati con tutte le proprie forze alle poltrone ed al mantenimento dello status quo, vedi legge elettorale. La cosa più assurda è la scorrettezza dei mass media che manipolando l’informazione: vorrebbero farci passare per quello che sono invece i partiti e non solo nei metodi e nel linguaggio ma anche nei fatti, ovvero violenti! Loretta Lupo, a cui va tutta la nostra solidarietà, nostra deputata, ne ha pagato le conseguenze, beccandosi uno schiaffo da un deputato questore. Senza contare che vittima incolpevole di questo spettacolo indecoroso, di partiti ormai all’ultima spiaggia è senza dubbio il popolo italiano al quale viene propinato di tutto pur di mentire e nascondergli la verità. Mentre le banche continuano a fagocitare risorse e ad ingrossare i portafogli dell’alta finanza ovviamente a discapito delle famiglie, dei disoccupati, degli inoccupati e dei giovani che ormai dopo la laurea in maniera quasi naturale “emigrano”. E noi che viviamo in Sicilia ne sappiamo qualcosa.”

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