Nel ’77 inviammo, alla deriva nello spazio, Voyager Golden Record; il noto messaggio diretto agli altri popoli alieni.

Voyager Golden Record

La NASA oggi afferma: “nella via lattea, ci sarebbero circa 40 miliardi di stelle simili al sole. Nei loro ipotetici sistemi planetari ci sarebbero 8,8 miliardi di pianeti simili alla terra e posizionati nella zona abitabile“.
Il tutto va moltiplicato per trilioni di trilioni di quadrilioni (sino a numeri assolutamente inconcepibili per lo scibile umano) per tutti i 100 miliardi di galassie esistenti. E’ inutile credere di essere gli unici; di vita ce n’è sicuramente tanta se per “vita” intendiamo, com’è giusto che sia, anche i batteri.

Gli ufologi affermano che esistono già i contatti e che gli alieni sono interessati alle risorse del nostro pianeta. Se consideriamo, poi, la teoria degli antenati alieni di Von Daniken, il nostro è un pianeta meta di singolari “visitatori” dalla notte dei tempi.

Poi, alcuni scienziati ci spiegano che le risorse presenti sul nostro pianeta, sono presenti nella maggior parte dello spazio infinito. Prima della Terra ci sono corpi costituiti da gas e una quantità indecifrabile di pianeti e lune rocciose o completamente ricoperte di ghiaccio; minerali e acqua ovunque e tutto senza dover affrontare un viaggio, forse, rischioso anche per civiltà parecchio avanzate. Ci spiegano, inoltre che, potenziali civiltà evolute, capaci di cavalcare la curvatura spaziotemporale, potrebbero essere costrette a raggiungere la terra non per via delle sue risorse ma per via del sole.

Alla nostra amata stella restano circa 5 miliardi di anni quando, passando dallo stato distruttivo di Gigante Rossa e aver polverizzato i suoi pianeti satelliti, morrà pian piano spegnendosi in una gelida Nana Bianca.
Se una civiltà, in una qualsiasi parte dell’immenso spazio si trovasse ad affrontare lo stesso destino decifrando il disco d’oro, saprà dove trovarci.

In tempi non sospetti, molti scienziati non videro di buon occhio “il messaggio nella bottiglia” sostenendo che, qualsiasi visitatore avrebbe avuto un unico scopo; appropriarsi della nostra “zona abitabile” e della nostra “stella”. Nessuna civiltà, neanche noi lo faremmo, sarebbe disposta a condividere una terra così … piccola. Probabilmente, non avremmo neanche il tempo di vedere il volto dell’invasore. Gli tessi scienziati, oggi insistono circa l’enorme errore che il genere umano, in balia della propria irrefrenabile attitudine all’esplorazione, compì anni fa.

Beh, che dire? Speriamo che nessuno, nel mezzo dell’infinita enormità dell’universo, trovi il Voyager.

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