La “giornata Romana” di Crocetta si apre, come ormai consuetudine, con una serie di annunci e dichiarazioni spavalde, salvo poi a fine della stessa rendersi conto che se “vuole portare a casa” un risultato concreto dovrà fare una clamorosa “marcia indietro”!

Crocetta a Roma in un vicolo ciecoAl tramonto infatti il Governatore ha dichiarato: “Ritengo urgente riprendere il dialogo con il Commissario dello Stato…“! È una evidente marcia indietro quella del Presidente, che dopo una settimana di attacchi nei confronti del Commissario, tenta di recuperare un rapporto, nell’estremo tentativo di evitare il baratro che si profila davanti al suo tragitto, già sufficientemente irto di ostacoli: la Sicilia rischia di crollare se non saranno sbloccati almeno 300 dei 500 milioni di euro bloccati dall’impugnativa di Carmelo Aronica.

La situazione di stallo di fatto blocca gli stipendi di 30.000 lavoratori e pensionati e mette a rischio il posto di altri lavoratori para regionali: fra 26.000 e 50.000 persone fra enti, teatri e fondazioni. La strada che Crocetta “vorrebbe fosse percorsa”, sarebbe quella del ritiro dell’impugnativa da parte del Commissario. Il Prefetto Carmelo Aronica dal canto suo, non è disposto ad essere “tirato per la giacca” e ha quindi deciso di dare “forfait”  all’incontro romano con la seguente motivazione: essendo il suo ruolo di rango istituzionale ed essendo l’impugnativa di natura tecnica, la sua presenza risulterebbe essere del tutto anomala. L’unica strada percorribile a questo punto sarebbe quella della manovra correttiva immediata reinserendo gli articoli della Finanziaria cassati in una nuova legge e con la copertura dei residui attivi tramite azioni poste in essere dal Governo Centrale. Tuttavia affinché tutto “vada a buon fine” si rende necessario che il Commissario non torna ad impugnare la nuova norma, altrimenti la Sicilia affonderebbe davvero con gravi ripercussioni sull’ordine pubblico. Speriamo che la saggezza prevalga e che Crocetta comprenda che la partita è troppo importante e la posta in palio troppo alta per continuare un duello “impugnando il pugnale dal lato del filo…”! Nelle more del tavolo tecnico romano era attesa per oggi l’edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale con la Finanziaria, come “annunciato” da Crocetta, ma così non è stato…! La prossima uscita ordinaria della Gazzetta è prevista per venerdì 31 gennaio, ma è più “realistico” attendere una uscita straordinaria il 4 o 5 febbraio e dunque gli stipendi di gennaio non verranno erogati prima di metà mese. Nel frattempo la mancata pubblicazione delle parti della legge non “cassate” dal Commissario dello Stato, oltre a bloccare gli stipendi, paralizza la spesa Regionale in tutti i settori. Durissimi a riguardo i commenti dell’opposizione e in particolare di Forza Italia che da Catania con il deputato Marco Falcone rilancia: “Mi sembra fuori luogo e veramente sconclusionata l’esultanza del Presidente Crocetta e giudico inoltre gravissimo il tentativo di indebito condizionamento nei confronti del Commissario dello Stato, la cui funzione di terzietà non può subire assoggettamento alcuno, né, peggio ancora, condizionamenti ancorché ministeriali“.

Crocetta oggi è colpevole della mancata promulgazione e pubblicazione delle leggi di bilancio e della Finanziaria e sta violando il 2 comma dell’art.29 dello Statuto Regionale, creando, tra l’altro, non poco danno ai 26.000 mila regionali, in attesa dello stipendio, nonché a tutti coloro che aspettano la riapertura della Tesoreria per poter percepire quanto loro spettante…!

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