L'Italia al 69esimo posto per corruzione

Secondo l’Ong Transparency International, l’Italia è al 69esimo posto su 177 Paesi analizzati per corruzione. Nell’Unione Europea peggio si sono classificate solo la Bulgaria (77) e la Grecia (80). Chissà se il giudizio severo dell’Ong sul nostro paese migliorerà, dopo l’approvazione al senato del ddl contro il voto di scambio politico mafioso, passato con 168 voti a favore, 4 no e 66 astenuti. Il provvedimento ora torna alla camera per l’approvazione finale dopo le ultime modifiche di Palazzo Madama. Il testo approdato al Senato recita: “Chiunque accetta la promessa di procurare voti in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di qualunque altra utilità ovvero in cambio della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione è punito dai 7 ai 12 anni di reclusione”.

E’ stata ripristinata quindi la pena originale, che nel voto della Camera aveva subito una gravissima decurtazione (era stata abbassata a 4/10 anni dagli originali 7/12 anni), ma sopratutto è stata introdotta la punibilità del politico che si mette a disposizione dell’associazione mafiosa. La modifica del 416ter del Codice Penale, dopo lunghi mesi di stallo, ha ripreso il suo iter giungendo al nuovo testo appena ratificato, grazie soprattutto alle 350.000 firme raccolte dalla campagna Riparte il futuro, promossa da Libera e dal Gruppo Abele. La modifica riguarda in particolar modo l’attestazione del reato di voto di scambio non solo alla presenza di denaro, ma anche in cambio di qualsiasi “altra utilità”, che spesso si traduce con scambi di favori, concessione di appalti, posti di lavoro.

Riparte il Futuro adesso mira a una legge più generale sulla corruzione che con la confisca dei beni ai mafiosi, pene adeguate per il falso in bilancio, il riciclaggio e l’evasione fiscale porti, il nostro Paese ha un riscatto morale ma anche economico. La corruzione in Italia, infatti, costa oltre 60 miliardi di euro l’anno e intacca sia la pubblica amministrazione sia le istituzioni. Le conseguenze le pagano principalmente i cittadini: maggiore è la corruzione, minori sono gli investimenti dall’estero, le risorse destinate a ricerca e innovazione e i servizi. Numerosi sino a oggi i disegni e le proposte di legge depositate da Riparte il Futuro in Parlamento dove 295, tra deputati e senatori, indossa il braccialetto bianco, simbolo dell’adesione alla campagna contro la corruzione. Riparte il Futuro è un ottimo filtro civile che verifica il lavoro della politica e sensibilizza i cittadini a costruire la cultura della legalità e le sue regole.

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