progetto cavalli in carcere primo giorno di tirocinioMercoledì 22 gennaio 2014, è arrivato in silenzio ed è passato portando via con se il primo giorno nel salto oltre il muro. Questa prima giornata dedicata esclusivamente alla cura dei cavalli maltrattati è stata un’esperienza incredibile. L’Equipe di aspiranti osteopati della scuola Still è entrata nella casa circondariale di Bollate in punta di piedi accolta dal sorriso smagliante del responsabile del progetto “Cavalli in carcere” Claudio Villa.

A volte mi chiedo come possano esistere queste realtà così piene d’amore di passione in situazioni devastanti come il carcere. Questa è una realtà fatta di materiali da recupero, piccole donazioni di privati, voglia di fare nel sociale da parte di professionisti come il maniscalco trasformatosi in pareggiatore. Il Terapisti del dolore veterinari. E noi equipe della scuola Still Osteopathic Institute. Staff composto dal sottoscritto, Giuseppe Totaro, a supervisionare i 5 tirocinanti che per la prima volta entravano in un penitenziario e dall’esperta etologa equina, nonché avvocato Maria Teresa Bergamaschi legale della scuola.

Tra l’emozione della giornata e i cavalli totalmente assorti delle attenzioni degli operatori, futuri osteopati tutto è volato via in secondo, ma la mole di lavoro è stata enorme. I tirocinanti hanno trattato sei cavalli di una scuderia composta da 65 animali, con patologie diverse ed eseguito con estrema passione tutto ciò che hanno imparato negli anni di studio presso la prima scuola in Italia di osteopatia animale,cercando prima di tutto il contatto umano con questi cavalli bisognosi di affetto. Si perché la prima cosa che insegniamo alle nostre lezioni oltre la parte scientifica è Il bisogno di dare affetto. Chiunque va da un terapista ha bisogno di aiuto, di essere ascoltato e qui siamo davanti ad un urlo disperato. L’immagine terribile di questi cavalli con occhi disperati. Noi siamo il mezzo che crea scambio che poi diventa osteopatia e poi ridiventa affetto.

Con cura e dedizione abbiamo cominciato con un’anamnesi approssimativa del paziente equino, studio della deambulazione ed infine il trattamento. Sotto una pioggia battente ed il freddo milanese abbiamo dato vita a questo progetto ormai fantastica realtà.

Alla fine di questa giornata difronte ad panino ed un caffè riuniti come una tribù indiana si sono fatte le conclusioni con relazione su ogni paziente. Ho avuto modo di soffermarmi a relazionare alcuni pensieri con Claudio Villa e tra le righe ci siamo confrontati su molti aspetti del territorio italiano ed è stato bello vedere che il minimo comune denominatore è stato: la vita è troppo breve per poterla sprecare in cose futili… Il bello di fare del bene è che fa bene alla propria anima la rigenera rendendola più forte e dopo una giornata così intensa ci si sente invincibili… energia allo stato puro… come faceva quella pubblicità di qualche anno addietro “far bene l’amore fa bene all’amore”… Il caso più interessante? Tutti sono stati interessanti anche solo per la loro immensa trasmissione di amore. Tra tutti i cavalli ben posizionati nei loro spazzi regnava armonia senza nessuna tensione senza nessuna barriera e mentre passavamo per esporre i nostri trattamenti al responsabile si avvertiva solo positività, strana cosa per essere in un carcere.

Ringrazio Claudio per la grande opportunità e faccio i miei complimenti a tutti i tirocinanti che hanno dimostrato di essere all’altezza della situazione. Amo fare questo “lavoro”!

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