Messina: si risolve con l’epilogo triste la scomparsa di Provvidenza Grassi

MESSINA – A fare il macabro ritrovamento, un dipendente dell’Anas  che durante dei controlli nella zona, vicino ad una cabina elettrica ha rinvenuto un’ auto con vicino un cadavere. La macchina è una Fiat 600 Bianca, stesso modello e stesso colore di quella di Provvidenza Grassi, la giovane commessa messinese scomparsa lo scorso 10 luglio e della quale si erano completamente perse le tracce insieme alla sua utilitaria, una 600 bianca, appunto. Vengono immediatamente allertate le forze dell’ordine e sul luogo per i primi rilievi, intervengono oltre ai carabinieri e i Ris, anche i familiari di Provvy.

La vicenda ha subito eco Nazionale, e mentre già la stampa da per certa la notizia della morte della giovane commessa, comincia su fb  un tam tam di conferme e smentite, anche di gente che si trovava  sul luogo del ritrovamento, sia sulla presenza del cadavere vicino all’auto, che sull’identità dello stesso.

L’ansia comincia a salire, e la speranza, che non si tratti di Provvidenza, purtroppo comincia a svanire. Su fb si leggono i primi messaggi di cordoglio alla famiglia che si è recata sul posto per gli accertamenti.

L’ipotesi maggiormente accreditata sulla causa della morte, secondo i primi rilievi,  è quella dell’incidente. Si ipotizza che Provvidenza, lo sorso 10 luglio, sulla strada del ritorno dalla casa del fidanzato, con il quale ha trascorso la serata, percorrendo l’autostrada imboccata a Rometta Marea, intorno alle 2 di notte, giunta ormai a pochi passi da casa, sia volata con la sua auto dal viadotto di Bordonaro.

L’auto è stata rinvenuta sotto le sterpaglie, quasi completamente distrutta dall’impatto, e il corpo della povera ragazza è stato trovato in avanzato stato di decomposizione, poco distante dall’abitacolo, in posizione fetale. L’ alta vegetazione che ha coperto la 600 e l’ora tarda in cui sarebbe avvenuto l’incidente probabilmente ne hanno reso difficile l’immediato rinvenimento.

Ma alla certezza della morte di Provvidenza Grassi si contrappongono i numerosi dubbi sulla sua causa. Troppi ancora i nodi da sbrogliare sull’intera vicenda. Com’è possibile che in sei mesi, ci si sia solo ora accorti, di quell’auto sotto al viadotto? Come mai il cellulare che la ragazza portava con se, sia stato agganciato l’indomani mattina nei pressi di casa sua, a Santa Lucia sopra Contesse? E come si spiega il rinvenimento, sempre in casa, di quei jeans ripiegati, che Provvy aveva indosso il giorno della scomparsa?

Insomma il giallo sul caso Grassi s’infittisce e di certo gli inquirenti avranno un gran lavoro da svolgere per fare luce sull’intera vicenda e dare le giuste spiegazioni alla famiglia, che è in angoscia da ormai 6  mesi, e che ha sperato fino all’ultimo momento di ritrovarla in vita.

© Riproduzione Riservata

Commenti