Messina: revocati i domiciliari agli indagati sui “Corsi d’oro”

MESSINA – Sono cessate le esigenze di custodia cautelare e dopo sei mesi di arresti domiciliari, 7 dei 10 imputati tornano in libertà. A deciderlo la II sezione del Tribunale di Messina che ha revocato l’ordinanza di custodia per Daniela D’Urso, moglie dell’ex sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca, Chiara Schirò, moglie dell’ex sindaco  Francantonio Genovese, Carmelo Capone,  ex assessore Pdl alla viabilità, Elio Sauta ex consigliere comunale Pd ed ex presidente dell’Aram, Graziella Feliciotto moglie di Elio Sauta, Natale Lo Presti e Nicola Bartolone.

Erano stati arrestati lo scorso il 17 luglio nell’inchiesta “Corsi d’oro”, la clamorosa indagine della Procura sulla gestione di alcuni enti di formazione professionale (Aram, Alcon, Lumen) in Sicilia e a Messina. Pesanti le accuse nei confronti dei 10 indagati, oltre al reato associativo è stato contestato il peculato, la truffa aggravata, reati finanziari e falso in bilancio. Un affare da 50 milioni di euro di  fondi provenienti dalla Regione Siciliana e dall’Unione Europea utilizzati per fini che esulavano totalmente dall’attività degli enti, e per i quali i controlli amministrativi sarebbero stati carenti o addirittura inesistenti.

Gli indagati avevano già fatto ricorso al gip ed al Tribunale della Libertà per la revoca dei domiciliari che però fino all’ottobre scorso non gli era stata concessa.

La prossima udienza è stabilita per il 5 Marzo, ma nel frattempo la Procura sta continuando ad indagare sul ruolo degli altri imputati a cominciare dai due indagati eccellenti, i deputati del Pd, Francantonio Genovese e Franco Rinaldi. Il pool di magistrati che si occupa della vicenda, il procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e i sostituti Fabrizio Monaco, Antonino Carchietti e Camillo Falvo, ha chiesto una proroga delle indagini per tutti, e sta ascoltando diverse persone informate sui fatti e indagate per andare più a fondo alla vicenda.

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