E' giusto usare il Porto di Gioia Tauro per l'operazione di trasbordo delle Armi Chimiche Siriane?

Il 7 gennaio 2014 sono iniziate le operazioni per lo smaltimento delle armi chimiche siriane, caricate sulla nave danese Ark Futura nel porto di Latakia, contenente 560 tonnellate di arsenale siariano.

Si tratta degli agenti più pericolosi e devastanti, come il gas Sarin e l’Iprite usato in Siria contro i civili. Secondo il piano stabilito dall’Onu e Dall’Opac (Organizzazione per la Proibizione della Armi Chimiche) il gas dovrà essere distrutto a marzo, mentre gli altri materiali saranno smaltiti entro giugno. Il governo italiano ha messo a disposizione per l’operazione di trasbordo dalla nave danese Ark Futura alla nave americana Cape Ray, il secondo Porto più grande D’Europa, il “Porto di Gioia Tauro” uno dei porti più importanti e imponenti, situato nella parte più caratteristica della regione Calabria. Un Porto che ha visto per più di dodici anni le operazioni di Import Exsport con il mondo e rappresentava in parte lo “Sviluppo del Mezzogiorno D’Italia” e del “Commercio Mondiale”. Data la presenza delle principali Compagnie di Navigazione quali: Maersk- Line, Uasc – Line, Canada- Maritime, Contship -Line e le agenzie  MCT, Saimare, Serport, Mts e tante altre. Una parte della Calabria(data la sua posizione geografica e la vicinanza alle isole) dimenticata dal Governo Italiano, trascurata dallo stesso, un luogo in cui nell’anno 1999 si potevano vedere grandi ricchezze e risolvere anche il problema della disoccupazione giovanile. Visitato dal Presidente della Repubblica e da molti personaggi che ambivano all’acquisto o semplicemente a fare affari, come alcuni imprenditori del Giappone, New York e di molte altre città. Divenuto poi il “Porto dell’Illegalità” (basta leggere il libro Zero-Zero-Zero di Roberto Saviano) grazie all’abbandono delle istituzioni. E ora Letta si ricorda del Porto di Gioia Tauro? Dov’era il Governo fin’ora? Dov’era il Governo quando si contavano al Sud Italia 650mila disoccupati? Dov’era il Governo quando si parlava di “Questione Meridionale”? Letta non vuole fare brutta figura, ma che prezzo dovrà pagare la Calabria? Non bastano le “Navi dei Veleni”?

Fino a che punto tale operazione sarà della “Legalità” o della “Pace” se si tratta di smaltimento tramite gara d’appalto indetta dall’Opac, che provvederà a trasportare gli “agenti chimici ” a quel “Porto” che risulterà vincitore della gara e per il quale l’operazione ha raccolto 11,8 milioni di Euro? Lunedì 20 gennaio si sono riuniti a San Ferdinando i sindaci della Piana di Gioia- Rosarno, i quali a gran voce hanno concordato con un “No” all’operazione di trasbordo, alla riunione è intervenuto Pino Romeo, coordinatore del Tavolo Tecnico di Tutela Ambientale, che ha proposto di bloccare l’operazione proclamando lo sciopero generale, mentre il sindaco di Polistena Michele Tripodi ha chiesto prese di posizioni forti proponendo una mobilitazione generale, condivise dal sindaco Alessandro Cannatà di Cittanova e dagli altri sindaci (mentre altri primi cittadini, durante l’assemblea si sono indignati perchè non erano stati messi a conoscenza della situazione).  Sindaci, che resistono e che risvegliano le “coscienze addomesticate”dei molti che nella propria terra non hanno avuto consapevolezza del proprio ruolo. Intanto chiedono un incontro con Maurizio Lupi in Calabria e Bonino.  Letta, invece, aveva chiesto un incontro a Roma martedì 21 gennaio. In arrivo l’esercito in Calabria, mentre la Ark Futura dovrebbe essere posizionata alla banchina nord del Porto Di Gioia Tauro a 300 metri da una scuola primaria. L’operazione, secondo il capo della missione Sigrid Kaag dovrebbe avvenire lontano dal Porto di Gioia Tauro, ma per spostare un container servono le GRU del Porto di Gioia Tauro con tutta la documentazione elencata nei particolari del materiale pericoloso e le Gru non si trovano certamente in alto mare.

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