Diciamoci la verità: se non vi fosse la “Villa Romana del Casale” a Piazza Armerina, sito UNESCO con i suoi 3500 mq di mosaici di epoca Romana, da queste parti non ci verrebbe nessuno…! Negli ultimi anni a questa meraviglia dell’archeologia si è aggiunta la presenza ad Aidone, non lontano da Piazza Armerina, della cosiddetta “Venere di Morgantina”, ma è più appropriato chiamarla “Dea”, come non manca di sottolineare il Prof. Vittorio Sgarbi, che questa zona ben conosce, essendo stato Commissario Straordinario della Villa Romana del Casale.

Come si ricorderà la Villa Romana del Casale è stata per un lungo periodo di tempo interessata da lavori di restauro, che peraltro non sono ancora stati terminati completamente…! Si è pensato solo a fare cassa istituendo un biglietto cumulativo dal costo di 14 euro, che obbliga il visitatore che vuole visitare solo la Villa del Casale a pagare per un ingresso di cui magari non usufruirà: vuoi per motivi di tempo, che per carenza di infrastrutture. Infatti il biglietto che consente di visitare il solo sito di Aidone è acquistabile solo in quel sito, mentre a Piazza Armerina si vendono “solo biglietti cumulativi” (con l’evidente intento di fare cassa…) che consente entro tre giorni di accedere alla Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, al sito archeologico di Morgantina e al museo di Aidone, ove si trova custodita la “Dea”. Già la” Dea “, che dopo un lungo contenzioso, durato circa cinquant’anni, è rientrata dagli States, ove era esposta al “Paul Getty Museum” di Malibu e incassava milioni di dollari all’anno e veniva vista da decine di migliaia di persone. La “Venere o Dea” fu scolpita in Sicilia nel V secolo a.c., probabilmente da un discepolo di Fidia e giunse in Svizzera su un camion di carote, dove i tombaroli la vendettero per 19 milioni di dollari agli americani.

La “Dea” giunse ad Aidone nel maggio del 2011 e nello stesso anno si contarono 21883 visitatori paganti contro i 13410 del 2012. Nel mese scorso è stata visitata da appena un centinaio di persone, scolaresche comprese! Tra l’altro la principale via di accesso alla zona, provenendo dall’autostrada, cioè la Valguarnera-Piazza Armerina è un percorso a ostacoli: per poche centinaia di metri e un tunnel chiuso da ben sette anni, i mezzi (anche pesanti) sono costretti a una vera e propria gimkana…! A riguardo l’Assessore Regionale ai Beni Culturali, Maria Rita Sgarlata, ha dichiarato: “Non condivido l’imperante mitologia dei numeri. Il grande museologo Georges-Henry Rivie’re affermava che il successo di un museo non si misura dal numero di visitatori che riceve, ma dal numero dei visitatori a cui insegna qualcosa”. Va inoltre sottolineato che se i chilometri che separano Piazza Armerina da Aidone e Morgantina non sono tanti, definire il tragitto”bucolico” potrebbe apparire un eufemismo: incontri con greggi di pecore e assenza di segnaletica stradale sono una costante. Una volta giunti sul posto la “desolazione” la fa da padroni ed è pure difficile trovare l’ingresso del museo…! Un problema analogo a quello dell’aeroporto di Comiso: “operativo”, nonostante una strada di accesso che nulla ha da invidiare ad una “Real Trazzera” di antica memoria!

All’Assessore Sgarlata vorrei dire: non sarà il numero dei visitatori a “qualificare” un museo, ma senza infrastrutture non si fa turismo: ne parli con il collega Bartolotta…!

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