Addio al maestro Claudio Abbado: camera ardente in Santo Stefano

Claudio Abbado – ha commentato l’assessore regionale alla Cultura dell’Emilia-Romagna, Massimo Mezzetti – è stato una figura fondamentale per il nostro Paese e a maggior ragione per l’Emilia-Romagna e Bologna, sua città d’adozione, residenza e sede dell’Orchestra Mozart di cui è stato fino all’ultimo direttore e fulcro. Esprimiamo la nostra commozione e riconoscenza per quanto questo grande artista ci ha dato nella sua vita”.

Claudio Abbado, direttore d’orchestra e senatore a vita si spegne il 20 gennaio mattina nella sua casa di Bologna all’età di 81 anni. Nasce a Milano nel 1933, da una famiglia borghese. Proprio dalla sua famiglia nasce la passione per la musica: il padre insegnante di violino al Conservatorio di Milano, la madre pianista e il fratello maggiore pianista e compositore. Dopo una brillante carriera come direttore d’orchestra, pianista e compositore, il 30 Agosto del 2013 viene nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, grande soddisfazione per Abbado che da sempre è stato vicino ai giovani e aveva intenzione di cambiare le cose. Proprio a Bologna, è stato fra i promotori del progetto annunciato nel 2011 di costruire un grande Auditorium disegnato da Renzo Piano nell’area della Manifattura delle Arti, il complesso di circa 1800 posti a sedere dovrebbe diventare la sede stabile dell’Orchestra Mozart, con un acustica studiata dal grande giapponese Yasuhisa Toyota. Fra le punte più alte della sua produzione si possono ricordare il recentissimo ciclo beethoveniano realizzato, dopo un periodo di malattia, con degli irriconoscibili Berliner, assottigliati in una formazione quasi da camera. Nel corso della sua prestigiosa carriera Abbado ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti: nel 1973 i Wiener Philharmoniker gli hanno conferito l‘Ehrenring e nel 1980 la Medaglia d’Oro Nicolai, sempre a Vienna ha ricevuto la Mozart, la Mahler Medaille e l’Ehrenring der Stadt Wien. Mentre in Italia gli è stata conferita la Gran Croce per meriti in campo musicale e la Laurea honoris causa dell’Università di Ferrara, oltre quelle di Cambridge, Aberdeen e della Basilicata. Ha ricevuto inoltre dal Presidente della Repubblica tedesca Johannes Rau la “Bundesverdienstkreuz mit Stern“, la più alta distinzione della Repubblica Federale. Nella musica ha sempre ricercato valori e sentimenti, oltre alla perfezione dell’arte «riconfermato che la musica salva davvero i ragazzi dalla criminalità, dalla prostituzione e dalla droga: facendo musica insieme trovano se stessi». Purtroppo il maestro era malato da molti anni, e anche nel suo ultimo concerto fan e colleghi avevano capito che oramai era giunto i tempo per salutarlo date le sue condizioni.

Gli ultimi anni della sua vita li ha trascorsi assieme ai suoi quattro figli: Daniele anche lui direttore d’orchestra, Alessandra, Sebastian e Misha. La camera ardente sarà aperta a Bologna, nella Basilica di Santo Stefano, dalle 14 di oggi alle 24 di domani, i funerali si terranno in forma riservata sempre a Bologna. La famiglia del maestro ha chiesto “nel rispetto del pensiero di Claudio, di non inviare fiori e necrologi, ma di esprimere il proprio ricordo con donazioni” al Centro di ematologia oncologia pediatrica di Bologna e alla Casa circondariale Dozza-Giovanni Nicolini.

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