Torna di stringente attualità il caso dei due Marò Italiani Massimiliano La Torre e Salvatore Girone: proprio oggi vi dovrebbe essere una ulteriore decisione “Indiana” sul loro destino.

Caso Marò: Governo Letta se ci sei batti un colpo...!

Come si ricorderà si è ritornati a parlare di “pena di morte”! E mentre i nostri militari sono in giro per il mondo per difendere i nostri concittadini e tenere alto “il nome della Patria”, ci chiediamo invece cosa stia facendo il Governo Letta per i nostri due marinai. Secondo un sondaggio condotto dall’autorevole istituto di Alessandra Ghisleri “Euromedia Research”, il 45,4 % degli intervistati ritiene che il Governo Letta non stia facendo nulla, non si stia muovendo nulla e i due Marò si trovino in India dimenticati da tutti. Alla domanda poi se il caso dei due Marò è importante e mi interessa per tutto ciò che ha implicato: motivi umanitari, inefficienza del governo, difesa di due nostri militari, ecc hanno risposto favorevolmente il 39,8%. Alla domanda se il caso dei due Marò ha poca importanza rispetto ai problemi che vivo e che vive il Paese, ma è servito a far capire i limiti e l’inefficienza del Governo nelle trattative internazionali hanno risposto si il 32,6%. Appare evidente a tutti che la gestione del “Caso Marò” da parte del Governo Monti prima e dell’attuale Governo Letta sia stata del tutto inefficace e pasticciona. Il “tridente” composto dal Ministro della Difesa Mario Mauro, dalla “distratta e supponente” collega Emma Bonino e dall’inviato Staffan De Mistura, ha deciso di ricorrere alla Corte Suprema Indiana, onde evitare che venga applicato il “Sua Act”, ovvero la legge antiterrorismo e antipirateria che prevede la pena di morte. Secondo quanto scrive l’Ansa,”l’uso di questa legge cambierebbe radicalmente lo scenario del processo perché si tratta di uno strumento antiterrorismo”, quindi non applicabile a personale militare imbarcato su navi italiane con compiti di antipirateria. Ecco perché il ricorso alla Corte Suprema, che dovrebbe intervenire,visto che il “Sua Act” va a collidere con alcune precedenti sentenze (del 18 giugno e 26 aprile 2013) emesse proprio dalla stessa. L’azione giudiziaria in atto è volta, con ogni probabilità, a raggiungere l’obiettivo dell’ arbitrato internazionale. Anche perché i due fucilieri di Marina rischiano grosso: qualora, infatti, venissero davvero giudicati dalla Corte Indiana e condannati a una pena superiore ai trent’anni, sarebbero costretti a scontarla in India, visto che questo è previsto dal “Sua Act” e in quel caso in Patria non ci tornerebbero davvero più. A riguardo l’ex Ministro degli Esteri Giulio Terzi dice che l ‘Italia ha perso tempo e che l’India starebbe prendendo tempo, ma che in realtà avrebbe già deciso per la condanna dei due Marò, anche in funzione di accordi tra potere governativo e giudiziario: in primo luogo perché si continuano a fare pressioni sul Governo Indiano affinché non si applichi il “Sua Act”. Ciò significa che non esistevano garanzie così forti su questo punto come sostenuto prima dal Governo Monti e dopo dall’attuale. La sentenza avrà una forte connotazione politica, perché gli Indiani hanno bisogno di dire che ci sono dei colpevoli a tutti i costi… Continua Terzi: “Si doveva tentare la strada dell’arbitrato obbligatorio,ma si doveva fare 10 mesi fa: nel caso della nave di Greenpeace, l’Olanda è riuscita ad arrivare con la Russia, in una settimana soltanto, all’arbitrato obbligatorio previsto dalla convenzione del mare, noi neanche in tutto questo tempo e sin dalle prime settimane i nostri esperti sono stati esclusi dalle perizie balistiche, che sono scomparse e riapparse in modo quantomeno strano”.

Lodevole l’intervento di Antonio Tajani (vicepresidente della Commissione Europea ndr) a difesa dei nostri marinai, ma purtroppo si tratta di un’iniziativa isolata. A questo punto sarebbe necessario e opportuno esercitare delle forti pressioni che abbiano delle ripercussioni sul piano economico e iniziare ad esempio con il boicottare il galà con il Console Indiano che si dovrebbe tenere a Milano il 24 gennaio prossimo. Qualche deputato vista la drammatica situazione ha pure pensato di “interessare a riguardo” Silvio Berlusconi, che data la sua amicizia e stima consolidata, con l’uomo più potente della Terra e non parlo dell'”abbronzato”, ma di Vladimir Putin. Putin potrebbe operare sul Governo Indiano una notevole pressione e “moral suasion”, come già accaduto in passato!

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