Mentre la Guardia di Finanza passa in rassegna tutte le fatture e documenti relativi alle “pazze spese” dell’Ars, il MoVimento 5 Stelle insorge denunciando che con la nuova finanziaria i capigruppo hanno aumentato lo stipendio di 1.160 euro al mese.

francesco-cappello-340x180Non sono ancora stanchi di far parlare di sè i deputati siciliani che ecco venire allo scoperto una nuova realtà: i capigruppo hanno pensato bene di aumentare la loro indennità di ben 1.160 euro lorde al mese. Una vergogna, questa, denunciata e quindi portata allo scoperto dal MoVimento 5 Stelle. Per questo abbiamo incontrato Francesco Cappello, deputato all’Ars, che ci ha spiegato quello che sta succedendo all’interno dell’Assemblea siciliana, all’indomani dell’approvazione della finanziaria.

Dopo l’approvazione della bufala della legge sulla spending review da parte del parlamento regionale siciliano – spiega l’on. Francesco Cappello – con la quale si è sbandierato ai quattro venti l’allineamento degli emolumenti dei deputati siciliani a quelli del resto d’Italia, cosa non vera in quanto l’avere mantenuto intatto l’aggancio al senato nascondendo tutto il nodo dell’inghippo con la semplice aggiunta dell’importo di €.11.100 lordi come limite massimo allo stipendio del deputato, il consiglio di presidenza, senza alcun pudore, ha pensato bene di attribuire ai capi gruppo una somma fissa oltre la propria remunerazione ( che non potrà superare gli €. 11.100 lordi), importo pari ad €. 1.160,00. In verità prima che il decreto Monti facesse la propria comparizione all’orizzonte già l’Assemblea dava a facoltà ai capi gruppo di trattenere una quota pari al 10% in più rispetto agli altri deputati.”

Il MoVimento 5 Stelle – chiarisce il deputato Francesco Cappello – nella persona del proprio capogruppo Giancarlo Cancelleri non ha mai usufruito di questa maggioranza a differenza di quanto probabilmente hanno fatto gli altri capi gruppo, ai quali appunto questa maggiorazione adesso determinata dal consiglio di presidenza gli verrà assegnata sic et simpliciter. Il vice presidente vicario, Antonio Venturino, come è suo costume ha subito replicato alla dichiarazione di Giancarlo Cancelleri che ha rinunciato formalmente alla maggiorazione spettantegli, come sopra accennato, per il suo ruolo di capo gruppo, innescando una polemica assolutamente strumentale e priva di fondamento, bollando ingiustamente l’iniziativa del capogruppo Cancelleri come fumo negli occhi.

Ovviamente Giancarlo Cancelleri non solo, come ribadito, non ha mai usufruito della maggiorazione prima attribuita ai capi gruppo ma ha rinunciato a quella adesso riconosciuta dal consiglio di Presidenza, nel rispetto di un principio del MoVimento 5 Stelle che consiste nel trattenere una indennità pari a 2.500 nette mensili, oltre il rimborso spese per l’alloggio, la benzina per gli spostamenti a tariffazione aci e un buono pasto pari ad €.7 per ogni giorno di presenza all’Ars, tutto il resto viene restituito e depositato presso un conto per il finaziamento del micro credito alle micro imprese. (Sul sito www.sicilia5stelle.it potrete trovare sulla pagina trsparenza il rendiconto di quanto i portavoce spendono, ivi compresa la busta paga ed il bonifico di restituzione.)”

Sul fondo per il micro credito per le micro imprese” continua Cappello “siamo dopo oltre 9 mesi dalla sua approvazione avvenuta nella scorsa finanziaria approvata il 01.05.2013 in attesa che il CGA si esprima sul regolamento che dovrebbe mettere in moto tutto il meccanismo e dare un ristoro alle piccole medie imprese siciliane nascenti e quelle in difficoltàOvviamente il ritardo è dipeso dalla lentezza di questo governo che solo a novembre crediamo abbia trasmesso il regolamento al CGA che ha circa 60 giorni per esprimersi.

In ogni caso il governo quest’anno si è guardato bene dal rifinanziare l’iniziativa del movimento 5 stelle ritornando indietro e sui propri passi su altre due inizitive che invece l’anno scorso avevano costituito i tratti salienti della legge di stabilità, l’aumento delle royalities sugli idrocarburo e quindi nei confronti dei petrolieri e dei cavatori.”

Ritornando alla problematica relativa agli emolumenti dei deputati, continua così Cappello: “Ci tengo a precisare che è giusto dire ecco cosa succede quando il movimento è escluso dai luoghi della decisione, in quanto è al consiglio di presidenza che la legge rinvia la determinazione dell’ammontare delle indennità (che è la parte tassata dello stipendio dei deputati) e la diaria (che è la parte non tassata che si riferisce alle spese per il vitto e l’alloggio a Palermo dei deputati).

Rimaniamo in attesa di vedere che cosa uscirà dalle segrete stanze del palazzo dove inizialmente il movimento 5 stelle era rappresentato dal vice presidente vicario Antonio Venturino, ma tutti sanno poi come è andata a finire” conclude Cappello.

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