Firma della Costituzione Italiana

C’è un vuoto totale, gli inglesi lo chiamano “gap”, tra la democrazia rappresentativa, oggi ormai oligarchia, e la società civile. Vuoto non colmabile, a mio giudizio, solo attraverso la democrazia partecipativa e deliberativa. Il ripiegamento, infatti, dei partiti su se stessi, a difesa d’interessi di classe, sempre più ingiustificabili, appare espressione di una “deriva” dei relativi sistemi politici, il cui fallimento è davanti a tutti. D’altra parte spesso i forum deliberativi e i relativi sondaggi, espressioni della società civile, sono promossi e gestiti da tecnici che forniscono informazioni, giungendo a decisioni, in maniera del tutto statica, al cui fondo c’è la vecchia disaffezione nei confronti delle ideologie, come se, eliminati questi, finalmente noi potessimo avere una democrazia “vera”. Quello che manca invece è un’effettiva rappresentatività, tra società e istituzioni politiche, momenti comuni, ideali e idee, partiti, associazioni, gruppi politici; una società civile attiva che stimoli le istituzioni e li controlli, che non si accontenti di delegare al Parlamento e che abbia la capacità e il potere di agire sui propri rappresentanti ed essere rappresentativa essa stessa dei principi scritti nella sua costituzione.

L’amore per la Costituzione “compreso l’articolo undici, il no agli F35, i beni comuni, il contrasto a ogni forma di esclusione sociale, il rispetto delle minoranze, l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, l’accesso universale alla rete, il reintegro dei diritti violati, la libertà d’informazione, l’autonomia della giustizia, l’esaltazione della formazione pubblica, il rispetto della laicità dello stato” è il punto fondamentale dell’Agenda Rodotà ma è anche “la via maestra, la legge fondamentale dello Stato, un grimaldello delle coscienze” per Don Ciotti. La difesa della nostra Costituzione è un impegno culturale e politico, conoscerla e applicarla, non è come qualcuno vuol far credere, per propri interessi, la difesa di un passato ma è la costruzione di una società futura nuova. C’era una buona abitudine in passato di distribuire, leggere e commentare la Costituzione a scuola durante l’ora di Educazione Civica, introdotta da Aldo Moro nel 1958, soppressa d’improvviso nel 1990, inserita di nuovo come Cittadinanza e Costituzione per un breve periodo nel 2008, ma si sa in Italia, soprattutto nel campo della scuola, pur di imprimere il proprio nome su una Riforma, “si butta via il bambino con tutta l’acqua sporca”.

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