Alcune indicazioni per prevenire i tumori

Attraverso i GAS non si acquistano solo prodotti della terra, ma anche formaggi e carne. Accoppiare l’acquisto della carne all’etica del mangiare apre un discorso di enorme portata, che per essere affrontato bene dovrebbe spaziare dai modi in cui gli animali sono allevati e poi macellati, al costo ecologico della produzione di animali per l’alimentazione, al fatto stesso di alimentarsi di altri esseri viventi, come anche il tema dell’Expo 2015 riguardo l’alimentazione ci ricorda in questi giorni. Non potendo affrontare qui tutti questi temi, mi limito a dire che se ci avviassimo verso un’alimentazione vegetariana, avremmo buone ragioni etiche e di salute a sostenere questa scelta. Vediamo le ragioni etiche. È in corso un’intollerabile ingiustizia alimentare che fa sì che una parte del mondo muoia di fame e soffra di denutrizione mentre un’altra parte dello stesso mondo si ammala e muore per eccesso di cibo. I prodotti agricoli a livello mondiale sarebbero in realtà sufficienti a sfamare tutti, se però venissero equamente suddivisi, e soprattutto se non fossero in gran parte utilizzati per alimentare gli animali da allevamento. Basta un dato: trentasei dei quaranta paesi più poveri del mondo esportano cereali negli Stati Uniti, dove il 90% del prodotto importato è utilizzato per nutrire animali destinati al macello. C’è poi il fatto, ormai innegabile, che ridurre la carne fa bene anche alla salute. Nel già citato China Study (ma oltre a questa ricerca molte sono ormai le voci che lo affermano) è stato dimostrato che “le sostanze nutritive provenienti dai cibi di origine animale incrementano lo sviluppo dei tumori, mentre quelle provenienti dai cibi di origine animale lo riducono”.

Questo potrebbe già farci decidere di evitare la carne, però con quella buona dose di fatalismo che ci accompagna (e che spesso fa da giustificazione al nostro non volere cambiare abitudini), pensiamo che poiché sono così tanti gli inquinanti nei quali viviamo immersi (onde elettromagnetiche, inquinamento ambientale di vario tipo) che non sarà certo la carne a farci ammalare. E comunque, sostengono e continuano a dirci i più, è nei geni che è scritto se ci ammaleremo o no, e contro i geni non si può fare niente. Quindi, a che varrebbe limitarsi a tavola? E invece non è esattamente così. È vero che tutta la nostra storia passata presente e futura è scritta nel nostro personale codice genetico, ma è anche vero che non tutti i geni si esprimono pienamente per tutto il tempo. Se non trovano le condizioni che li mettano in grado di attivarsi o esprimersi, parte dei nostri geni rimangono latenti a livello biochimico, e i geni latenti non sortiscono alcun effetto sulla nostra salute. La domanda ch sorge allora è: cosa fa sì che determinati geni rimangano latenti e altri vengano espressi? La risposta è: l’ambiente, e soprattutto l’alimentazione. Ovvero qualcosa verso cui noi possiamo poco (come fare a eliminare l’inquinamento dall’aria, o come potremmo vivere senza i telefonini?), e qualcos’altro verso cui invece possiamo molto: ciò che decidiamo di mangiare. Ancora nel China Study è raccontato come sia stato possibile innescare e disinnescare i geni cattivi soltanto adeguando l’apporto di proteine animali. Facile come accendere o spegnere la luce con l’interruttore di casa. O come mettere nel piatto insalata e legumi piuttosto che una bistecca.

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