Con il suo nuovo capolavoro, liberamente ispirato alla fiaba “La regina delle nevi” di Hans Christian Andersen, la Disney torna ai fasti del “musical principesco”, quello che fin dai tempi di “Cenerentola” e “Biancaneve” l’ha resa famosa. A tre anni di distanza dall’uscita di “Rapunzel- l’intreccio della torre”, a casa Disney si torna a sognare con canzoni che sembrano uscite da un musical di Broadway, a partire dalla canzone portante del film “Let it Go” (“All’alba sorgerò”), cantata nella versione italiana da Serena Autieri, che dà voce e anima ad Elsa, regina delle nevi.

La trama racconta di Anna ed Elsa, due sorelle inseparabili, fino a quando i poteri magici di Elsa (futura regina di Arendelle) mettono in pericolo la vita di Anna. E così, all’improvviso, Anna si ritrova a essere completamente tagliata fuori dalla vita di sua sorella. Elsa è costretta a celare i suoi poteri magici, vivendo da reclusa nel suo castello, nascondendosi da tutto e tutti. E così Anna cresce da sola, senza imparare nulla del mondo esterno: allegra, piena di fiducia negli altri, spensierata è impaziente di poter finalmente conoscere gente e incontrare l’amore della sua vita. Il giorno dell’incoronazione di Elsa qualcosa va storto: i suoi poteri glaciali vengono resi noti a tutti e la nuova regina fugge nel bosco, nascondendosi al popolo (e alla sorella) e, ormai incapace di controllare i suoi poteri scatena sul regno un inverno perenne. Anna, insieme al coraggioso montanaro Kristoff con la sua fedele renna Sven, e al simpatico pupazzo di neve Olaf parte alla ricerca di Elsa, decisa ad affrontare tutti i pericoli della magia di sua sorella pur di salvare lei e tutto il regno.

Frozen, diretto per la prima volta nella storia della Disney da una donna, continua sulle orme di Rapunzel e Brave, proseguendo il tema dell’emancipazione femminile. Infatti le moderne principesse Disney, non sono più quelle ingenue e indifese ragazze in attesa del Principe Azzurro, che venga a salvarle, ma sono giovani donne che prendono in mano la loro vita. Alla base della storia però c’è sempre la ricerca del vero amore, in tutte le sue sfaccettature.

In questo lungometraggio la tradizione si sposa con la modernità, quella delle tecniche di animazione al computer che hanno permesso di creare l’effetto del ghiaccio e della neve (grazie anche a un software speciale e all’aiuto di un professore di fisica). Non manca nulla per definirlo un capolavoro Disney: la perfezione animata, la trama mai banale, l’avventura, l’ironia, la storia d’amore, i meravigliosi effetti speciali e le musiche. A dare voce ai personaggi nella versione italiana oltre a Serena Autieri, anche Serena Rossi (Anna) e Enrico Brignano nell’insolito ruolo del pupazzo di neve Olaf. Esso infatti è la vera rivelazione del film per le sue gag e la sua ingenuità disarmante, sogna il caldo dell’estate non immaginando le conseguenze, tanto che il suo motto è: “portiamo l’estate ad Arendelle”. Di sicuro la Disney gli dedicherà uno spin-off.

Ultima chicca, il corto iniziale che vede protagonista lo storico  Topolino in bianco e nero degli anni Venti, uscire letteralmente dallo schermo per scoprire l’evoluzione animata a colori e in 3D.

Insomma “Frozen” è una gioia per gli occhi, non solo per i più piccoli, ma anche per i grandi cresciuti con i film della Disney,  un appuntamento immancabile per tutti gli  appassionati.

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