Le festività natalizie sono finite e con esse anche la tregua del movimento dei Forconi che si rimette in marcia sulle autostrade e nelle piazze italiane. Il movimento cambia linea: niente più ‘marce su Roma’ ma occupazione di Comuni e Prefetture.

Il-Movimento-dei-Forconi-ignorato-dalla-tv-ma-non-da-Servizio-pubblico-638x425La fase due della protesta è stata lanciata dal siciliano Mariano Ferro ed il veneto Lucio Chiavegato. Verrà illustrata domenica, nel presidio del casello di Soave (Verona), in un incontro aperto alla stampa.

Vogliamo ripartire dai territori, dai rappresentanti dei tantissimi presidi di protesta, perchè andare a Roma costa troppo per i simpatizzanti già impoveriti dalla crisi e si presta a infiltrazioni di estremisti e violenti. Stiamo pensando di occupare i Comuni e di fare dei presidi davanti alle prefetture. I sindaci devono decidere da che parte stare, se fare gli esattori in cui sono stati trasformati dal governo o stare con i cittadini” ha affermato Ferro.

I due leader hanno inoltre svelato il piano che intendono adottare: un elenco di richieste immediate che sia il Governo che il Parlamento hanno tempo per attuare fino al 21 gennaio 2014, e il cui mancato adempimento “legittimerà gli italiani a prendere qualsiasi iniziativa”.

Eccole in sintesi: “la sospensione immediata delle procedure esecutive di Equitalia o di altri enti”; “l’aumento in busta paga per i dipendenti privati (300 euro) attraverso la defiscalizzazione degli oneri contributivi a carico dell’impresa”; “l’istituzione immediata di un fondo di garanzia nazionale per tutte le aziende di tutti i settori produttivi in deroga a Basilea 2/3′; “l’aumento delle pensioni minime e l’adeguamento delle pensioni di invalidità per garantire un tenore di vita dignitoso tramite il taglio delle pensioni d’oro e delle spese improduttive”; “la riduzione considerevole del costo del carburante per uso professionale (trasporti, agricolo, peschereccio) nonchè dei pedaggi autostradali”. E per concludere “la tutela del made in Italy, con inasprimento severo delle sanzioni, includendo l’arresto, per chi pratica taroccamento in tutti i settori produttivi”.

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