Regione Siciliana: programmate le chiusure, nei giorni festivi, di numerosi musei, siti archeologi e gallerie per mancanza di fondi.

La Regione Siciliana programma la chiusura dei Musei la domenica per mancanza fondi
Teatro Antico di Taormina

Siamo alla frutta…! Credo che nessuna espressione meglio di questa possa descrivere ciò che avverrà nei prossimi mesi nel settore dei beni culturali in Sicilia. Giorno 27 dicembre Sergio Gelardi, Dirigente Generale ai Beni Culturali della Regione, ha emesso una nota in cui si comunica che musei, siti archeologici, gallerie chiuderanno la domenica a causa della carenza di fondi che servirebbero a pagare le indennità festive dei custodi.

Si arriverà sino a 34 chiusure festive in alcuni siti. Le chiusure varieranno da sito a sito e sono state programmate sino al mese di giugno. Ancora non sono ben delineati i termini di composizione della vertenza che vede da un lato la Regione Sicilia e dall’altro i custodi e quindi il calendario delle “chiusure” potrebbe subire delle ulteriori “variazioni”. A quanto pare la trattativa sembra “in alto mare”.

Il problema principale sembra riguardare l’indennità massima di straordinario festiva e che risulta essere inderogabile: non può superare un terzo sui festivi totali dell’anno. La Regione spende annualmente 67 milioni di Euro di stipendi per i 1700 custodi e 3,3 milioni per gli straordinari. L’assessore Regionale ai Beni Culturali Maria Rita Sgarlata, interrogata a riguardo, ha proposto ove possibile di “ridurre al minimo i custodi notturni e usare i volontari per i siti minori“.

Appare comunque paradossale il fatto che se da un lato gli imprenditori privati, con in testa gli albergatori, i tour operator e le agenzie di viaggio facciano sforzi enormi per attrarre i visitatori nell’isola, le istituzioni non riescano neanche a “tenere aperte” le bellezze che il mondo ci invidia. Spesso ci si dimentica dell’importanza del turismo, anche quale volano dell’economia. In Italia, nonostante la crisi, nel 2013 si è registrato un incremento del 1,9% rispetto al 2012, del tasso di occupazione delle strutture ricettive, pari al 42,5% delle disponibilità e ciò nonostante un aumento medio delle tariffe del 3,9% rispetto al 2012. Sono andati particolarmente bene gli alberghi a 5 stelle con un tasso medio di vendita annua pari al 58,3 (+2.5%) e le strutture a 4 stelle con un indice pari al 54,9 (+4,6 %).

A complicare ulteriormente la vita agli operatori commerciali il Decreto Legge N 179 del 18/10/2012 che li obbliga a dotarsi di POS:si potrà pagare anche un singolo caffè con la carta! Il provvedimento riguarda anche la Pubblica Amministrazione e nessuno potrà rifiutare la moneta elettronica. Secondo Confcommercio il problema sta nei costi delle commissioni che vanno necessariamente ridotti: oggi in media il POS costa agli esercenti circa 15-20 Euro al mese, mentre le commissioni variano per il Bancomat fra lo 0.5 e 1% e si arriva al 3-4% per le carte di credito. Va detto che il provvedimento attualmente riguarda i venditori e non gli acquirenti.

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