Il 2014 si preannuncia l’anno delle nuove tasse sulla casa. In pole position debutta la Iuc, con le nuove Tari e Tasi che si uniranno all’Imu seconda casa.

tasse3L’Iuc è l’acronimo dell’Imposta Unica Comunale, che si paga sugli immobili. Non è altro che il «cappello» sotto il quale si raccolgono tre tributi comunali sulla casa: rimane l’Imu sulle seconde case e prime di lusso, arriva la Tasi che sostituisce la parte di Tares sui servizi indivisibili, c’è la Tari che sostituisce la vecchia tassa sui rifiuti. A tutto ciò si aggiunge anche la riforma del catasto. Possiamo quindi già da ora dire che il fisco immobiliare sarà quest’anno una vera e propria tegola per gli italiani.
Ma ecco le novità targate 2014: per quanto riguarda gli affitti arriva una norma ad hoc che supera anche il limite dei pagamenti in contanti che è al momento fissato in 1.000 euro. A partire da quest’anno, qualunque sia la cifra, il canone di locazione potrà essere pagato solo in contanti, attraverso pagamenti «tracciabili».
Poche novità per le detrazioni per la riqualificazione energetica degli edifici. Nel 2014 rimarrà lo sconto al 65%; che poi scenderà al 50% nel 2015.
Altra tegola per le tasche degli italiani sarà il ritorno dell’Irpef per le case sfitte. Bisogna infatti ricordare che le case sfitte erano state esentate dall’Irpef proprio perchè pagavano l’Imu. Adesso invece, con il governo Letta, tornano a pagare l’imposta sui redditi, anche se solo al 50% (solo, si fa per dire!). L’imposta si pagherà solo sugli appartamenti sfitti nei comuni nei quali il proprietario ha la residenza.
Una batosta per i grandi investitori saranno invece le novità su conto titoli. Sale infatti il bollo e l’attuale imposta sui conti titoli fissata all’1,5 per mille, raggiungerà adesso il 2×1000. Scompare inoltre  il limite minimo d’imposta e il tetto massimo sale da 4.500 a 14.000 euro.

Sul fronte lavoratori si potrà tirare un respiro di sollievo: l’Irpef sarà infatti più leggera. (altrimenti gli Italiani come pagheranno le troppe nuove tasse??) E’ previsto l’aumento delle detrazioni per lavoro dipendente per i redditi tra gli 8.000 e i 55.000. Le detrazioni saranno maggiori per i redditi più bassi (sui 200 euro l’anno fino a 20.000 di stipendio) per scendere gradualmente fino ad azzerarsi a quota 55.000.

Altra novità riguarda i canoni d’affitto che prevedono “canoni concordati”, ovvero quelli stabiliti da associazioni di inquilini e proprietari. Arriva infatti la cedolare ridotta che si abbassa dal 19 al 15%. E anche se vale sui redditi 2013, sarà per la prima volta indicata nella dichiarazione che andrà presentata a maggio-giugno. Discorso diverso invece per chi, invece di scegliere la cedolare, paga le imposte con l’Irpef, perchè è previsto un aggravio: la deduzione forfettaria sul canone di locazione scende dal 15 al 5% .
L’Iva prevista per le prestazioni socio sanitarie rese da cooperative sociali rimane stabile al 4% , per le altre passa al 10%.

Dal primo gennaio l’Iva sui prodotti venduti nei distributori automatici (da caffè a snack e bibite) passa dal 4 al 10%. Scattano anche i rincari.
Potrà presto essere approvata la riforma del catasto, secondo cui gli immobili verranno catalogati non più in base ai vani ma utilizzando i metri quadrati e le rendite avranno valori di mercato.

Una buona notizia per i commercialisti riguarda la dichiarazione dei redditi. Si semplifica. Bisognerà infatti indicare i redditi immobiliari non rivalutati e le spese mediche verranno segnate al lordo della franchigia di 129,11 euro.
Le cartelle Equitalia ricevute entro il 31 ottobre 2013, potranno essere saldate entro il 28 febbraio 2014, senza interessi o mora, ma pagando solo la somma originaria.
Arriva una deduzione Irap per i datori di lavoro che assumono nuovi dipendenti a tempo indeterminato, aumentando così il numero dei propri lavoratori. L’importo deducibile è pari al costo del nuovo personale assunto ma non può superare il tetto di 15.000 euro. Lo sconto vale per tre anni.

Per le imprese l’Imu pagato sugli immobili strumentali (ad esempio sui capannoni) potrà essere dedotto in parte dal reddito Ires: la misura prevista è del 30% sull’anno d’imposta 2013 e del 20% a partire dal 2014.

L’appuntamento con il fisco inizia il 24 gennaio. Al momento i contribuenti che possiedono una prima casa in un comune che ha aumentato le aliquote rispetto a quelle «statali», dovranno versare il 40% dell’importo dovuto a questa maggiorazione.
Sui capitali all’estero invece si prevede che nella prossima dichiarazione dei redditi dovranno essere indicati anche quelli inferiori ai 10.000 euro.
Buone notizie per i Paperoni: per i redditi superiori ai 300mila euro l’anno viene confermato il contributo di solidarietà del 3% per il triennio 2014-2016.

Per tutto il 2014 rimarrà la detrazione del 50% per le ristrutturazioni (per un massimo di 96 mila euro). A partire dal 2015 la detrazione scenderà al 40%. Una parte della detrazione potrà essere utilizzata anche per l’acquisto di mobili nuovi o grandi elettrodomestici, ma solo in presenza di ristrutturazioni.

Le imprese potranno rivalutare i propri beni. L’imposta sostitutiva è del 16% per i beni ammortizzabili e del 12% per gli altri. Le rate previste sono tre annuali di pari importo, la prima scade entro il versamento a saldo dell’Ires (o il 16 giugno o il 16 luglio).

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