Dal supermercato al GAS: risparmiare denaro comprando qualità

Andare a fare la spesa al supermercato è un gesto tanto banale da non richiederci più riflessione, eppure qualche riflessione credo vada fatta. Sul costo dei prodotti al consumatore, ad esempio. Spesso mi stupisco, leggendo i volantini con le offerte della settimana che le catene di supermercato hanno l’abitudine di fare, di quanto possano costare poco certi alimenti. È legge dell’economia: se un prodotto finito costa poco, per produrlo saranno state impiegate materie prime a basso costo e forza lavoro sotto pagata. Ma quella merce è esposta sui banchi di un supermercato, quindi in quel prezzo finale comunque basso è compreso anche il ricavo del distributore e del dettagliante, oltre che del produttore, ed i costi di trasporto. Tutto, sono certa, a discapito della qualità della merce. Però costa poco e la compriamo, perché in fondo è comodo. Da qualche parte però (e finalmente anche in Sicilia) c’è chi si è accorto di quanto sia importante che il cibo abbia un giusto rapporto qualità prezzo, rapporto che nella grande distribuzione spesso non si trova. Sono coloro che già da tempo hanno dato vita ai GAS, ovvero i Gruppi d’Acquisto Solidale. Sotto questa sigla si riuniscono persone e famiglie che si associano per comprare cibo a chilometro zero, ma anche – soprattutto – direttamente dal produttore, bypassando così l’intermediazione dei supermercati e controllando direttamente la qualità di ciò che comprano. Sono ormai oltre mille in tutta Italia, concentrati soprattutto al centro-nord dove più forte è la tradizione associativa di tipo sindacale e cattolico, e stanno crescendo al ritmo del 40% all’anno. Un esercito pacifico che, nonostante la crisi o forse prendendo coscienza da essa, ha deciso di abbandonare supermercati e discount e offerte a basso costo. Ciò che muove chi mette insieme un GAS è soprattutto la voglia di spendere il giusto per mangiare genuino, ma anche una concezione più umana ed etica del consumare, oltre che il desiderio di assumersi la responsabilità di agire, anche se a volte può costare fatica o può essere scomodo (passare dalla cassa del supermercato è certo meno faticoso che smistare ortaggi e altro nel garage di casa!). Senza dimenticare poi l’importanza di sostenere piccole aziende locali che hanno cura dell’ambiente e producono biologico, o comunque a chilometro zero, e che nel rapporto con la potenza della grande distribuzione spesso restano schiacciate.

Anche in Sicilia, terra tradizionalmente poco incline all’associazionismo, i GAS si stanno facendo strada, e a fianco a questi sono sempre più numerosi anche i mercati agricoli di produttori locali, che sempre più spesso chiedono di lavorare per i GAS perché, a differenza della grande distribuzione, pagano subito e in contanti. Che in tempi di crisi non è poco. Come fare per creare un nuovo GAS? Innanzitutto c’è Internet a dare una mano. Spesso i vari GAS locali hanno un sito, attraverso il quale si possono anche fare gli ordini, e molti gruppi hanno come obiettivo proprio anche quello di aiutare la nascita di nuovi Gruppi. Li si può contattare e partecipare alle loro  riunioni, oltre che affiancarli nella gestione degli ordini per capire come organizzare il lavoro. Perché comprare meglio spendendo meno si può.

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