Taormina. Chiude U CcinnaruOgni anno porta con se dei cambiamenti, a volte positivi, altre volte un po’ meno. I tempi sono certamente cambiati: i centri commerciali hanno preso il posto delle botteghe e dei piccoli negozi e quella che era la piccola e media imprenditoria, che ha fatto grande l’Italia nel periodo del boom economico, sta pian piano sparendo. Vengono così anche a mancare tutta una serie di abitudini e rapporti umani consolidatisi negli anni.

A Taormina ne è un esempio lampante la chiusura dello storico Emporio Auteri. La famiglia Auteri da tre generazioni si occupa di commercio (come si evince dalla foto ove si può notare un quadro con la fotografia della nonna e dietro al bancone il nipote) e nonostante rimarranno sempre presenti a Taormina con altri negozi, hanno deciso di destinare ad altro tipo di attività la sede “storica” di Via di Giovanni.

Il nonno Auteri “vero pioniere” dell’imprenditoria taorminese, iniziò la sua attività vendendo fiammiferi; da qui il soprannome con cui i residenti comunemente identificavano in dialetto il negozio e la famiglia: “U Ccinnaru”. Da notare come all’interno della Sicilia il dialetto vari da Provincia a Provincia e da zona a zona: ad esempio in Provincia di Catania i fiammiferi vengono comunemente chiamati “fosfuri”, mentre appunto nel messinese “Accenni”. “U Ccinnaru” è stato per generazioni di taorminesi il negozio dove poter trovare veramente quasi tutto: un altro “pezzo di storia” di Taormina che viene a mancare, un’altra parte di “Sicilia che scompare”.

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