La biodiversità è l'assicurazione sulla vita per un futuro migliore

La specie umana unisce una straordinaria diversità culturale al suo interno, la distanza genetica, invece, specialmente tra i popoli del vecchio continente è minima.

Vari studi genetici negli ultimi anni hanno, infatti, scoperto che in Europa sono presenti quattro aplogruppi che possono essere suddivisi in solo due sottogruppi o aplotipi: popolazioni sud-occidentali (aplotipo R1b) e popolazioni orientali (aplotipo R1a). Il primo sottogruppo è comparso già 30.000 anni fa con l’uomo di Cro-Magnon, del genere Homo sapiens diretto progenitori degli attuali Europei. Le moderne popolazioni celtiche atlantiche appartengono a questo sottogruppo ma i suoi marcatori sono presenti anche in tutta la Spagna, Irlanda e parte dell’Italia (Sardegna e Toscana). Nel resto d’Europa l’aplotipo R1b è presente in maniera degradante da ovest verso est, dove in pratica scompare per lasciare il posto all’aplotipo R1a che va dalle Alpi orientali al Mar Baltico. Eppure se Spagnoli e Irlandesi sono vicini per DNA, lo studio dei ricercatori della Sapienza, unito a quello delle Università di Cagliari, Bologna e Pisa, ha rivelato che nel bacino del Mediterraneo e in particolar modo in Italia e nella regione Sardegna esiste un’elevata variabilità genetica. Attraverso le analisi delle parentele, delle differenze genetiche, delle etnie, la ricostruzione dei flussi migratori e gli incroci, la comparazione delle varie comunità presenti in Italia, gli studiosi italiani, capitanati dal noto antropologo Giovanni Destro Bisol, hanno scoperto che la distanza genetica tra queste popolazioni vicine geograficamente tra di loro è tra le sette e le trenta volte maggiore della distanza genetica di popolazioni europee molto più lontane tra di loro. Le grandi migrazioni, le tante dominazioni, la ricchezza di culture ha favorito la varietà del DNA degli italiani, arricchendo così la loro diversità biologica.

La biodiversità è sinonimo di ricchezza che non può certamente essere etichettata come migliore o peggiore, bella o brutta, normale o anormale ma solo e soltanto come diversa. La storia geologica, biologica, biogeografia, storica dell’Italia ha determinato lo sviluppo di una ricchezza in biodiversità che coinvolge anche flora e fauna. L’Italia è caratterizzata da un patrimonio di specie tra i più significativi sia per il numero totale, sia per l’alto tasso di endemismo: la fauna è stimata in 58.000 specie e la flora in 6.800 specie. La biodiversità come ha rimarcato più volte nelle conferenze internazionali il WWF (World Wildlife Fund) è la nostra assicurazione sulla vita per un futuro migliore.

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