Il presidente della Regione battuto in aula sul ddl per la proroga dei commissari delle province. Crocetta: “Resto al mio posto”.

Rosario Crocetta Presidente Regione Siciliana

Ulteriore smacco, non tanto inatteso, dell’Ars al Presidente della Regione Rosario Crocetta: l’assemblea di Palazzo dei Normanni ha accolto con voto favorevole (e a scrutinio segreto…) con 33 Si contro 31 No, l’emendamento presentato dall’On. Nello Musumeci, che proponeva la bocciatura dell’art.1 (e quindi dell’intera iniziativa legislativa ndr), che prevedeva la proroga della gestione commissariale delle Province regionali.

Durissimi i commenti delle opposizioni e in particolare dell’artefice della “debacle” Musumeci: “Sulla annunciata soppressione delle Provincie il governo Crocetta non ha più una maggioranza. Questo è il dato politico più rilevante. L’approvazione dell’emendamento del nostro gruppo dimostra che una parte dei deputati, di tutti i gruppi, è stanca di assistere impotente ai continui rinvii di un governo incapace di sostituire le province che dice di voler cancellare”. Altrettanto pesante il commento di Giancarlo Cancelleri di M5S: “Crocetta non ha più una maggioranza, si torni al voto. A parte noi, rimangono 19 voti alla maggioranza dopo lo scrutinio di ieri, un po’ poco”.

Nonostante la maggioranza cerchi di smorzare i toni l’imbarazzo è palpabile. Battibecco tra il Governatore Crocetta e il Presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone: il primo ha addebitato la mancata riforma all’Ars. Non si è fatta attendere la replica di Ardizzone: “Il Parlamento non poteva legiferare su un testo di riforma che non era stato presentato nella stesura organica e definitiva”.

Battuti governo e maggioranza, non sono rimaste celate le preoccupazioni per ciò che accadrà nei prossimi giorni in vista del dibattimento sulla manovra finanziaria che avrà inizio domani e dovrebbe concludersi ai primi di Gennaio. Ma adesso che la proroga della gestione commissariale è stata bocciata cosa succederà? Da precisare che ieri l’Ars ha bocciato la proroga della gestione commissariale, non già la legge soppressiva delle Provincie. Come è noto, nel Dicembre 2012, insieme alla legge soppressiva delle Provincie, il Parlamento siciliano varò anche l’autorizzazione alla gestione commissariale (poi prorogata ndr). A riguardo hanno espresso dubbi di legittimità sia il Presidente dell’Assemblea che il deputato Salvatore Cordaro: “si tratterebbe di una proroga sulla proroga”.

Adesso o si provvede ad una riforma entro il 15 febbraio o si torna alle urne e quindi il governo Crocetta sarà costretto a indire le elezioni per il rinnovo degli organi delle vecchie Province, come se nulla fosse accaduto nell’ultimo anno.

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