Via libera del Consiglio comunale a maggioranza, anche se con il parere negativo dei revisori dei conti, al bilancio stabilmente riequilibrato del Comune di Caltagirone per gli anni 2012 e 2013.

downloadSi è chiuso così, dopo una seduta – fiume (oltre sette ore) alla vigilia di Natale, il primo tempo di una partita senza esclusione di colpi. Adesso la “palla” passa alla Commissione per la finanza e gli organici degli enti locali istituita presso il ministero dell’Interno, per le valutazioni e le eventuali prescrizioni del caso. Il provvedimento è stato approvato con 15 sì (la ricompattata maggioranza a sostegno della Giunta), 8 no (l’opposizione di centrosinistra e i 2 del Nuovo centrodestra Sergio Domenica ed Elisa Privitera) e 3 astenuti. Ma ha ricevuto il “niet” dei revisori: “Disavanzo di 6 milioni di euro nel 2012 – ha detto il presidente del collegio Fabio Amato – e nel 2013 riequilibrio effettuato con entrate non attendibili, a partire da quelle tributarie, che appaiono sovrastimate e, comunque, non capaci di garantire l’equilibrio di bilancio stabile”. Il ragioniere generale Pino Erba ha invece difeso il provvedimento, indicando nella lotta all’evasione “un obiettivo assolutamente prioritario” e dicendo che “si terranno nella giusta considerazioone i rilievi dei revisori”.

Nel lungo dibattito si sono fronteggiate due tesi: quella della maggioranza (interventi di Gaetano Lo Nigro, Marco Failla, Settimo De Pasquale, Aldo Grimaldi, Roberto Gravina, anche se quest’ultimo ha posto una sorta di aut aut all’Amministrazione), che, nel rinnovare “piena fiducia nell’operato del sindaco Bonanno”, ha considerato il provvedimento “un atto importante perché – hanno spiegato in un documento – mette un punto fermo visti gli obblighi di legge e comunque non è definitivo, in quanto si configura come un’ipotesi da sottoporre all’esame ministeriale”; quella dell’opposizione di centrosinistra (interventi di Fabio Roccuzzo, Gemma Marino, Luigi Failla e Franco Pace, oltre ad Alfredo Scozzarella) che ha stigmatizzato il no dei revisori “come la prova di una serie manifesta di artifici contabili” e sottolineato “precise responsabilità amministrative che risalgono alla dichiarazione di dissesto e saranno rilevate dal ministero”, e di centrodestra (Privitera e Domenica),  che ha evidenziato “il mancato rispetto delle procedure dettate nelle linee guida del ministero”. I tre astenuti (Luca De Caro, Andrea Lirosi e Giovanni Garofalo)  hanno rilevato “la mancanza di programmazione e dialogo da parte dell’esecutivo”.

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