Definite l’élite del Terzo Settore, le Fondazioni secondo il Diritto Civile rappresentano “una stabile organizzazione privata senza scopo di lucro, dotata di un patrimonio vincolato al perseguimento dei suoi scopi statutari”.

1 (1)Di famiglia, assistenziali, scolastiche, militari, di culto, artistiche, bancarie: sono molteplici le forme di attuazione, caratterizzate dall’essere parte integrante del settore “non profit” e da una difficoltà oggettiva di ridurre ad un unico genus la vasta gamma di soggetti, da cui derivano i vari tentativi di riordino del settore sul piano civilistico e su quello fiscale.

Senza andare troppo lontano, rientrano nella categoria le Fondazioni “Angelo D’Arrigo”, “La Città invisibile”, “Puglisi Cosentino”, ospitate dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania (Odcec) in occasione del Convegno sulle Fondazioni che chiude l’intenso anno di appuntamenti promossi dall’Odcec etneo che ha visto anche la presentazione del Manuale pratico delle Fondazioni, redatto dalla Commissione No profit presieduta da Antonio Di Salvatore. «Il Manuale – ha affermato Sebastiano Truglio, presidente Odcec Catania, in apertura –  è una “tappa fissa” dei lavori della commissione no profit, giunta ormai al terzo anno consecutivo: dopo quello sulle Asd e sulle Cooperative sociali arriva un documento pratico che analizza, sotto tutti gli aspetti, le problematiche sulla costituzione e il funzionamento delle Fondazioni».

A sedici anni dall’entrata in vigore del decreto legislativo 460/97, è incontestabile l’impatto prodotto dal settore no profit nel contesto economico sociale, per la mole di denaro che muove e per l’ampio numero di risorse coinvolte: «In questo contesto – ha spiegato Mirco Arcangeli, membro della Commissione No Profit – dove risulta possibile l’annidarsi di forme speculative che nulla hanno a che vedere con gli scopi sociali del terzo settore, diventa fondamentale il ruolo del commercialista, che grazie alla conoscenza precisa delle norme definisce le attività da svolgere e lo strumento da utilizzare, proseguendo con la corretta amministrazione e gestione, nel rispetto degli obiettivi sociali e della legge. Non facendo mai mancare il controllo sulla regolarità degli atti nè degli atteggiamenti». Presente il vice prefetto vicario di Catania Annamaria Polimeni, secondo la quale «le fondazioni sono un organo di sussidiarietà verso lo Stato, svolgendo ruoli e funzioni che l’Ente pubblico non può seguire. Un interscambio – ha sottolineato la Polimeni – proprio in termini di sussidiarietà è ciò che serve, ed è mio auspicio che si possa creare una rete di collaborazione con la categoria dei Commercialisti, per potenziare il lavoro delle Fondazioni e per il bene comune della società».

Hanno preso parte alla presentazione: Carlo Saggio (notaio) e i componenti della Commissione No profit Donata Virgillito, Patrizia Lagati, Silvio Testuzza, Carmelina Barbagallo (vice presidente) e i funzionari della Prefettura di Catania Grazia Palermo ed Elisabetta Sozzi.

 

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