Dopo il “Tour de Force” resosi necessario per l’approvazione del bilancio, il consiglio comunale torna a riunirsi lunedì 23 dicembre alle ore 9.30 e Giovedì 9 Gennaio alle 19.00 con sul tavolo altre tematiche “scottanti”, quali il regolamento sulle “unioni civili “ed il relativo registro e la sostituzione del Commissario Liquidatore dell’ASM. A riguardo nelle ultime ore è circolata la notizia che a Tajana verrebbe affiancato un secondo Commissario e il nominativo che secondo indiscrezioni si da per favorito è quello di Bruno De Vita. Tuttavia la nomina dell’ex assessore in pectore, comporterebbe due ordini di problemi: il primo di immagine, in quanto lo stesso è rimasto coinvolto di recente in note vicende giudiziarie e in secondo luogo perché un Commissariamento effettuato con due figure, limiterebbe notevolmente la capacità di azione di Tajana, che sino ad adesso ha dimostrato di operare scelte che hanno portato a notevoli risparmi per la municipalizzata. Tutto questo va anche considerato alla luce del fatto che a partire dal 1 di Gennaio scadrà la convenzione con Messinambiente e l’amministrazione dovrà decidere come verrà gestito il servizio della raccolta dei rifiuti nella Perla. Una possibilità è proprio quella che sia la municipalizzata ad occuparsene: non dimentichiamoci che in passato la raccolta veniva gestita in proprio dal Comune, con evidenti risparmi rispetto alla situazione attuale.

Certamente il punto all’odg del Consiglio comunale che può essere considerato “incandescente” è quello relativo al “Castellammare”: la Decisa s.r.l. ha infatti rinunciato al progetto di costruzione di un struttura alberghiera, a favore di una turistico-residenziale? La domanda che ci si pone a questo punto è: c’è davvero bisogno di nuove strutture alberghiere a Taormina? E queste comportano effettivamente un aumento delle unità lavorative nella Perla? Alla luce dei dati che ci pervengono dalle percentuali annuali di occupazione certamente no! Se la maggioranza degli alberghi nel periodo invernale chiude, dato che non si è mai riusciti a portare avanti una seria “destagionalizzazione”, nuove strutture allo stato attuale delle cose non sono necessarie.

 La Gabbia, condotta da Gianluigi Paragone

Altra cosa è la riqualificazione della zona che può essere certamente effettuata anche con cubature “minime” e tutelando il paesaggio e le vedute, per cui Taormina è famosa nel mondo. La famiglia Bambara-De Luca, va detto, è certamente da apprezzare per il fatto che è una delle poche famiglie di imprenditori che “tiene aperti” i propri alberghi in inverno. Tuttavia non trovo condivisibile come è stato gestito l’ intervento del Sig. Sebastiano De Luca, avvenuto l’altra sera su LA7 alla trasmissione televisiva La Gabbia, condotta da Gianluigi Paragone: non si può fare corretta informazione senza contraddittorio e inserendo un tema “così delicato” in un contesto completamente avulso.

Per capire a fondo l’affaire Castellammare è necessaria una breve premessa tecnica: mi scuso anticipatamente per le imprecisioni dettate dall’esigenza di sintetizzare in un contesto giornalistico una vicenda che necessiterebbe ben altro spazio. L’autore si impegna comunque a tornare sull’argomento.

TUTELA DEL PAESAGGIO. La Sopraintendenza ai BB.CC.AA di Messina, non si occupa formalmente di Urbanistica, ma di tutela del paesaggio e dei reperti di interesse storico-archeologico; oggi è disciplinata dal decreto 42 del 2004 (codice dei beni culturali ed ambientali). Questo Ente è stato istituito agli inizi del secolo: in passato vi erano la legge N.1497 del 1939 (tutela del paesaggio) e N.1089, sempre del 1939, che si occupava di tutela dei beni storici. Le leggi del ’39 (oggi sostituite dal decreto del 2004) stabilivano che chiunque volesse apportare modifiche ad un fabbricato, in zona vincolata per il paesaggio (vincolo paesistico o paesaggistico ndr) dovesse chiedere il nulla-osta/autorizzazione della Sopraintendenza: ancora oggi è così, però questo “sta bene” viene denominato “autorizzazione paesaggistica” e vale solo ai fini della tutela paesaggistica. Una volta ottenuto va presentato al Comune al fine dell’ottenimento della concessione/autorizzazione (DIA/SCIA).

A Taormina tutto il territorio, frazioni comprese, è sottoposto dal 1967 a vincolo paesaggistico. La Soprintendenza inoltre esprime un parere sui piani regolatori e sulle varianti. Nel 1976 la zona B7 (Via Pirandello) aveva un indice di “edificabilità” pari a 0.25 mc/mq. Nel 1994, tuttavia l’amministrazione ritenne opportuno tutelare maggiormente la zona B7, consentendo un indice di appena 0.01 mc/mq. Nel 1997 l’ARTA (Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente) approvò questa variazione e la Soprintendenza espresse parere favorevole a riguardo. Questa norma valeva per le nuove costruzioni, mentre i vecchi immobili in caso di ricostruzione potevano mantenere la cubatura originaria. Va ricordato che la giurisprudenza corrente considera “nuova costruzione” tutte quelle opere edili che comportano “spostamenti” o modifiche di sagoma rispetto alle strutture preesistenti. Per capirci meglio il “Castellammare”con i suoi 9000-10000 mq originari, consentirebbe di realizzare “poche stanze”: il progetto che si dovrebbe andare ad autorizzare in deroga comporterebbe indici nell’ordine di 2.50 mc/mq….!

Questo problema della nuova costruzione, con bassi indici di “edificabilità” è stato attenzionato dall’autorità giudiziaria per l’hotel “San Pietro”, ma probabilmente sussiste anche per i residence realizzati a “Villa Mon Repos” (TOUT VA).

Deroghe per gli alberghi. Gli alberghi nell’ottica della “creazione” di posti di lavoro e di edilizia con finalità turistiche, poiché ritenute strutture di “pubblica utilità” possano usufruire di “deroghe ad hoc”. Si avvia quindi un procedimento unico presso il SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) che opera in base al DPR 260/2010 (in Sicilia integrata dalla legge Regionale 10/2000 ndr), oppure si organizza una “conferenza di servizi”, coinvolgendo tutti gli Enti interessati: Comune, Genio Civile, Vigili del Fuoco, Soprintendenza, ecc. Nei confronti del progetto “Castellammare” l’ARTA ha espresso parere sfavorevole anche perché si potrebbe innescare un pericoloso “precedente”, con una caterva di ricorsi, che verrebbero certamente accolti.

Il progetto del Castellammare nonostante questo, venne esitato favorevolmente in consiglio comunale “ai sensi dell’art.8 DPR 160/2010”, che però è applicabile solo per gli alberghi e in zone che sono già ben previste nel PRG! Il progetto dell’albergo per 25.000 mc, 11 piani, 33 m di altezza, non riguardava l’intera zona dove ricade il rudere, ma solo una piccola parte, cioè il lotto di 9000 mq circostante solo la parte nei pressi della piazzetta del “Belvedere”. Il parere negativo dell’ ARTA, connesso anche alla normativa applicata, comportava di fatto l’impossibilità ad essere votato in consiglio comunale! Questa circostanza venne all’epoca dei fatti anche esplicitata dall’ex Presidente del Civico Consesso Eugenio Raneri. Il consiglio comunale si è invece ostinato a votare un provvedimento proveniente da un procedimento illegittimo e integrandolo con atti di dubbia legittimità: il parere contrario dell’Ufficio Tecnico Comunale è riportato sull’emendamento “A” votato in consiglio, a conferma di quanto indicato innanzi. Come si sa ogni documento ha una “forma” e una “sostanza”. Questo vale anche per gli atti della Pubblica amministrazione: vi è un aspetto esteriore (seguire i passaggi che la legge prevede per arrivare all’emanazione di un provvedimento pubblico) ed uno interiore (il contenuto, il significato). Abbiamo visto che la forma di questa delibera di Consiglio comunale era errata. Ed il contenuto? Nel caso Castellammare, sia il Comune che la Soprintendenza hanno cambiato “opinione”, sovvertendo il loro parere sulla zona: prima era ad “alta valenza ambientale”, mentre oggi non lo è più! Questo cambio repentino equivale ad “illogicità del procedimento amministrativo” ed è una cosa fortemente criticabile, entrando “nel merito” del provvedimento. Le linee di governo di un amministrazione devono sempre avere una coerenza nel tempo, per evitare che qualcuno sia discriminato da volubilità e favoritismi; questa illogicità può essere motivo di ricorsi amministrativi, che il privato in certi casi può “impugnare” nei confronti della Pubblica Amministrazione. Forse la delibera del consiglio serve anche a sanare “situazioni precedenti”, prima che vengano opposti dei ricorsi, che verranno certamente accolti. Legambiente dichiara: “Sia nel merito che nella forma, il provvedimento di variante adottato dal consiglio comunale per l’hotel Castellammare è totalmente errato e presumibilmente illegale”.

© Riproduzione Riservata

Commenti