“Un fantastico via vai”: la nuova commedia di Leonardo Pieraccioni

L’undicesimo film di Pieraccioni, scritto con la collaborazione di Paolo Genovese (regista di Immaturi e Una famiglia perfetta) abbandona gli stereotipi dei film precedenti. In “Un fantastico via vai” il protagonista non è più un single incallito e spesso imbranato (soprattutto nel rapportarsi con le donne) e manca la prorompente attrice esordiente di cui il personaggio principale si innamora. In questo film Pieraccioni interpreta Arnaldo, un impiegato di banca sulla cinquantina, sposato con Anita (Serena Autieri) e padre di due gemelle, che vive una tranquilla routine quotidiana. Fino al giorno in cui per un malinteso la moglie lo caccia di casa e lui, stanco della monotonia della sua vita, ne approfitta perché: “a volte ci vuole un pretesto per capire che tante piccole cose non vanno come dovrebbero”. Così decide di andare a vivere in un appartamento con quattro studenti universitari poco più che ventenni, ognuno con i propri problemi: Camilla (Marianna Di Martino) è scappata dalla Sicilia per non rivelare ai genitori di essere incinta; Edoardo (David Sef) è un ragazzo di colore innamorato di Clelia (Alice Bellagamba), ma che ha difficoltà a incontrare il padre di lei perché razzista; Marco (Giuseppe Maggio) studia medicina pur non sopportando la vista del sangue e infine Anna (Chiara Mastalli) che, come la descrivono i suoi amici, ha “la sindrome di Edipo e quella della baby-sitter”, ossia si innamora o di cinquantenni o di ragazzini. Tra varie gag e situazioni imbarazzanti, come la scena della finta gara di corsa per decidere chi deve pagare il conto del ristorante (citazione del suo film d’esordio “I Laureati”), Arnaldo si ritrova a fare da fratello maggiore ai quattro ragazzi, aiutandoli a risolvere i loro problemi e insegnandoli a godersi quegli anni che non torneranno più.

Tra le novità due “new entry”, Marco Marzocca  e Maurizio Battista. Due attori romani che vanno ad aggiungersi al consolidato cast toscano dei film di Pieraccioni, mettendo così due comicità a confronto. Bravi i quattro giovani attori semisconosciuti, veri protagonisti del film insieme a Pieraccioni, ai quali il regista affida il commovente finale. Differente dai suoi soliti film che siamo abituati a vedere, la commedia vuole essere un inno alla giovinezza, da sfruttare e saper cogliere. Ma anche una riflessione sul passare del tempo e sul dover guardare al futuro con ottimismo, non rinunciando mai ai propri sogni.

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