Si è svolto sabato scorso presso la Biblioteca Francescane Missionarie di Maria il primo incontro dell’edizione 2013-2014, del progetto ‘Incontro Cultura’ promosso da suor Tarcisia e dal dott. Franco Spadaro.

Cettina Rizzo Incontro Cultura
Dott.ssa Cettina Rizzo

“Questo è il quarto anno, in cui nella biblioteca – che ci tengo a ricordare è aperta al pubblico – organizziamo una serie di incontri che abbiamo voluto chiamare «Cultura»” – ci informa suor Tarcisia – “Il primo anno abbiamo approfondito il tema del parlamento siciliano. Siamo partiti dal 1412, l’esperienza di autonomia siciliana e poi negli altri due anni abbiamo proseguito con lo studio della storia, fino ad arrivare all’unità d’Italia. L’anno scorso abbiamo approfondito di più il versante letterario, prendendo in considerazione specialmente Sciascia. Questa edizione avrà come tema ‘Taormina tra due secoli 1800-1900’, perché ci è sembrato che sono quelli, gli anni in cui ‘si gioca’ una nuova immagine di Taormina“.

Dopo il saluto e la presentazione di suor Tarcisia, la dott.ssa Cettina Rizzo, ha introdotto la visione del documentario “Taormina: la diva mediterranea” di Leopoldo Antinozzi, tracciando un profilo del regista, documentarista ed antropologo e raccontando anche la propria esperienza personale vissuta durante le riprese e le conversazioni con il regista.

“Antinozzi non parte solo dall’estetica dell’immagine, ma la interpreta cogliendone soprattutto gli aspetti simbolici. E’ una persona che scava dentro che vuole cogliere l’essenza delle cose. Per farvi comprendere la sensibilità, nel 2010 realizza un documentario – prendendo spunto da una manifestazione artistica che si svolgeva tra Napoli e Caserta – dal titolo ‘Concerto d’amore per la terra dei fuochi’ (che si può vedere gratuitamente sul sito del progetto www.docnewscast.com ndr), anticipando quelle che sono le tematiche che stanno emergendo oggi sui problemi che affliggono quelle zone: l’inquinamento, i rifiuti tossici. Lo ha fatto rifiutando gli aspetti cronicistici per inserirli nel loro contesto umano, culturale ed antropologico. Questo, per farvi comprendere che anche nel documentario su Taormina, non si vede il classico documentario che documenta asetticamente e in maniera impersonale ma, allontanandosi dallo stereotipo, cerca di andare all’origine dell’anima di Taormina, esponendola solo e soltanto attraverso il racconto di chi quell’anima ce l’ha dentro e la vive personalmente, perché è ‘nato’ in questa terra”.

Alla proiezione del documentario è seguito un interessante scambio di osservazioni che hanno fornito molteplici spunti di approfondimento sul tema centrale della serata.

Gli interventi che si sono succeduti sono andati concentrandosi su una questione, forse centrale, “Esiste o meno, alla luce di quanto avviene «oggi», sotto gli occhi di tutti a Taormina, una identità taorminese?”

Nel prossimo incontro che si terrà sabato 18 gennaio, sempre presso la biblioteca FMM alle ore 18,00, sarà approfondito questo aspetto e si cercherà di comprenderne le dinamiche da un punto di vista antropologico con l’aiuto del prof. Mario Bolognari.

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