Sabato scorso a Taormina, nella saletta dei Padri Salesiani, Giuseppe Riggio, distintivo d’oro del CAI, ha presentato il suo ultimo libro: “La memoria del vulcano”.

Giuseppe Riggio
Giuseppe Riggio

Giuseppe Riggio, classe 1961, giornalista pubblicista, si occupa da circa trent’anni di cultura del territorio. Nel 1987 insieme a Giuseppe Vitali ha scritto la prima guida escursionistica alla scoperta dei percorsi del Parco regionale: “Conoscere l’Etna”.

Dal 1989 è stato responsabile per otto anni della rivista “Etna Territorio”. Ha collaborato con riviste nazionali come “Airone “, “Gardenia” e ha fatto parte del comitato di redazione della rivista “Parchi”. È stato socio fondatore e per lungo tempo Presidente dell’associazione culturale “Etnaviva”. Assiduo frequentatore della montagna e tracciatore di itinerari di trekking, dal 2005 collabora con l’edizione di Palermo del giornale “La Repubblica”.

Le voci della gente dell’Etna raccontano la loro montagna. I ricordi di tante vite diverse compongono il mosaico della memoria collettiva:si passa dalle “Prime Guide dell’Etna” di Nicolosi, come ad esempio la famiglia Barbagallo, che a dorso di mulo, portavano ai crateri i primi “turisti” e personaggi più o meno famosi quali ad esempio Maria José di Savoia, Alcide de Gasperi o Carlo d’Inghilterra.

Un testo che non può mancare a chi vuole approfondire gli aspetti etnoantropologici della “Muntagna”. La presentazione del libro coincide con il 150 anno della fondazione del CAI (Club Alpino Italiano). Erano presenti tra gli altri il Reggente della Sottosezione di Taormina del CAI Giuseppe Formaggio, il Presidente della sezione di Linguaglossa Carmelo Mangano e il Presidente Regionale GE Giuseppe Oliveri. L’assessore comunale Pina Raneri è intervenuta in rappresentanza dell’Amministrazione.

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