Il musical Siddhartha sbarca a Catania. Andrà in scena al teatro Metropolitan dal 5 al 7 dicembre.

Manifesto_SiddharthaTratto dall’omonimo romanzo di Hermann Hess, il musical, scritto e diretto da Isabeau, racconta la continua ricerca verso l’illuminazione da parte di un principe destinato a sola bellezza che, spogliatosi delle sue vesti, lascia il castello dorato alla ricerca della vera essenza della vita. Lo spettacolo, che vanta un cast di 23 attori con Giorgio Adamo nei panni del principe, è stato concepito come un susseguirsi di quadri che hanno lo scopo di rappresentare proprio le grandi emozioni dell’esistenza. In un’epoca di crisi e di grandi trasformazioni socio-economiche, il musical Siddharta rivela il senso profondo del vivere e spinge ad occuparsi gli uni degli altri. “Si può rendere migliore il mondo in cui si vive, iniziando a rendere migliore il cuore con cui si vive.”

Foto di Dino Stornello
Foto di Dino Stornello

Alla conferenza stampa, realizzata dall’ufficio stampa di Ileana Falcone, coadiuvata dal Maestro Paolo Li Rosi, l’attore protagonista Giorgio Adamo, la regista Isabeau e la produttrice, hanno raccontato aneddoti e spiegato l’importanza di questo musical che presto, a partire da gennaio sbarcherà a Broadway. E’ la prima volta che un musical verrà rappresentato a Broadway interamente in italiano, con i sottotitoli in inglese.

La regista Isabeau (Foto di Dino Stornello)
La regista Isabeau (Foto di Dino Stornello)

La voglia di creare un musical su questo capolavoro letterario nasce da un percorso particolare. Da circa sette anni sono volontaria nel carcere di Opera, nella sezione di alta sicurezza e scrivo musical per i detenuti. Sono proprio questi ultimi i protagonisti dei miei musical. Così ho cominciato a scrivere il musical Siddhartha, proponendolo proprio a loro che l’hanno trovato talmente bello da spronarmi a tentare di portare il musical fuori. Allora ho pensato di realizzare due versioni: una con i detenuti e l’altra con una compagnia di professionisti. Il progetto è nato così. Nel 2011 ho cominciato a scrivere Siddhartha e poi nel 2013 l’abbiamo proposto” ha raccontato Isabeau mostrando tutta la sua soddisfazione.

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Gloria Grace Alanis (foto di Dino Stornello)

Perchè questo musical è il risultato di un progetto su cui ha puntato la produttrice Gloria Grace Alanis qualche mese fa. “Ho iniziato a produrre musical sei mesi fa quando ho visto quella che è la potenzialità di questo musical. Ci ho creduto e ho usato tutta la mia determinazione affinchè questo musical funzionasse. Ho compreso il messaggio meraviglioso che lasciava “Siddhartha” e così ho deciso di portarlo in tutto il mondo. E devo dire che sta funzionando perchè abbiamo appena firmato un contratto con Broadway international. E’ la prima volta che succede nella storia italiana che un musical italiano viene preso e rappresentato in tutto il mondo da Broadway.”

Giorgio Adamo, nel ruolo del Principe si è poi raccontato ai nostri microfoni.

Giorgio Adamo (Foto di Dino Stornello)
Giorgio Adamo (Foto di Dino Stornello)

Siddhartha è un personaggio molto, molto forte. Ho cercando di ‘prenderlo con le pinze’ dal primo momento e con tanto rispetto anche perchè ho trovato delle parti più semplici e altre più complesse, come capita sempre. La prima parte, la parte del castello, con il principe un po’ stufo di tutte quello che sono le sue ricchezze e tutto l’oro da cui è circondato, questa voglia di evadere, di andare oltre, è stata una cosa che ho sempre sentito molto presente nella mia vita. Questa voglia di sgomitare, di andare oltre, di cercare nuovi orizzonti. E quindi è stata una parte molto vicina a me come persona e che mi ha facilitato molto nell’approccio al personaggio. Il secondo atto, invece, è più ascetico, perchè si va verso l’illuminazione. E così ho cercato in qualche modo di lavorarci su. Sin dall’inizio ho fatto un lavoro molto meticoloso. Prima da solo. Ho preso uno zainetto, una bicicletta e sono scappato nella natura selvaggia per una decina di giorni da solo con razioni di riso, canna da pesca e il libro “Siddhartha” di Hermann Hesse. Dieci giorni nel nulla assoluto senza niente. Quando riuscivo a pescare qualcosa mangiavo ciò che pescavo, quando non pescavo nulla mangiavo riso. In questo modo sono riuscito ad avvicinarmi al personaggio che poi si è sviluppato naturalmente in sala prove con tutto lo staff. Credo che il lavoro sia stato fatto nel migliore dei modi. Il mio è un personaggio che man mano che si va avanti, più lo vivi e più riesci ad apprezzare e ad assorbirne l’energia. Credo che proprio qui a Catania, dopo un tot di repliche, il pubblico possa assaporare qualcosa di davvero forte, sincero e profondo. Tra l’altro con un messaggio globale, che è sintetizzato nell’amore: l’amore universale. Mi auguro che il pubblico possa venire davvero in massa perché a Catania ho trovato un pubblico sempre molto attento, dai bambini, agli adulti, agli anziani. E quindi è questo quello che mi aspetto da Catania e non vedo l’ora di andare in scena.  E quando cala il sipario la soddisfazione di vedere il pubblico che hai di fronte che si alza e ti applaude dopo due ore e mezza di spettacolo è il regalo più grande. L’ultimo spettacolo a Milano ne è stato un esempio. Sono uscito per i saluti finali e vedere una standing ovation degli Arcimboldi è stato commovente. Non sono riuscito a trattenermi. Mi è uscita la lacrimuccia (ride). Di gioia. Perché vedere quelle persone, guardarle negli occhi dal proscenio e vederle in piedi in quell’ esplosione sincera, intenti ad applaudirti per il lavoro che hai fatto è per me e i miei compagni di viaggio la ciliegina sulla torta“.

Un musical che colpisce per la bravura degli attori, per l’ottimo cast e soprattutto per il significato. Il messaggio del musical è un messaggio d’amore. Quando si perde l’amore si perdono gli aspetti umani e i valori. Bisogna ripartire dal proprio cuore, creando amore intorno e trasmettendolo agli altri.

Come recita il finale del musical “impara l’amore ed insegnalo ad altri“.

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