Taormina. Museo "Palazzo Corvaja": si chiude?Ci si interroga sul futuro dei beni culturali a Taormina e la domanda diventa di stringente attualità nel momento in cui la Città si candida a diventare sito UNESCO. Come è noto ai più, in questo momento la Perla, a parte il Teatro Greco, si trova con buona parte delle sue “attrattive” chiuse o in stato fatiscente. Prendiamo ad esempio il ” Museo” di Palazzo Corvaja che si compone principalmente della “Collezione Panarello”, acquistata dal comune con i soldi dei contribuenti: la sensazione di “sconforto” è immediatamente palpabile nel momento in cui si entra, dato che le lampadine “bruciate” sono il “biglietto da visita”. Probabilmente non vi sono neanche i fondi per “cambiarle” visto che il Museo di Palazzo Corvaja incassa una media di 38/35 euro “al giorno”! Credo che sia quindi necessaria una seria riflessione nel momento in cui la Perla si trova con il “Castel Tauro” ancora chiuso. A quanto pare perché non si riescono a racimolare poche  decine di migliaia di euro per mettere in sicurezza la scalinata di accesso e creare i servizi igienici: non dimentichiamoci che per i lavori di ristrutturazione del sito archeologico si sono spesi centinaia di migliaia di euro, anche perché si è reso necessario l’uso di un elicottero nel trasporto del materiale edile.

Voglio a questo aggiungere il danno per l’indotto commerciale della zona derivante dalla mancanza di utilizzo di una così importante attrattiva, che certamente potrebbe seriamente contribuire a risollevare l’economia della zona. Tempo addietro gli abitanti si erano addirittura dichiarati disponibili ad autotassarsi pur di “riaprire il Castello”! Si fa inoltre un gran parlare della imminente apertura della “Badia Vecchia” da adibire a sede museale e che in questo momento è sottoposta a interventi di restauro: ma siamo davvero certi che questa sia la “chiave di volta” per la creazione di una seria struttura museale a Taormina? Non dimentichiamoci che la sua ubicazione è al di fuori dei “classici itinerari turistici” e che la sua accessibilità è fortemente limitata dalla mancanza di un parcheggio in zona. Certamente il Palazzo Corvaja grazie alla sua posizione  lungo il tragitto che porta al Teatro Greco da questo punto di vista è senz’altro avvantaggiato: i “croceristi” hanno tempi di visita molto ristretti che non consentono “deviazioni”di percorso.

Un altro aspetto che non va sottovalutato è la scelta dei reperti da esporre: come si può consentire che alcuni pezzi di grande “attrattiva” quali la famosa “spada” giacciano inutilizzati in qualche “scantinato”? Vogliamo parlare del  “Giardino Pubblico”, altro luogo che grida vendetta: i bellissimi “Beehive” realizzati da Florence Trevelyan cadono letteralmente a pezzi, così come molti “muretti” di recinzione. Il parco giochi dei bambini, all’interno del Parco è in totale stato di abbandono e i percorsi pedonali sono pieni di insidiose buche. È questo lo scenario che vogliamo offrire agli ispettori inviati dall’UNESCO?

Taormina. Museo "Palazzo Corvaja": si chiude?

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