Social Street: lo strumento sociale di Facebook

C’è chi i vicini di casa non li conosce per niente, li saluta appena e spesso ci litiga, iniziando cause civili costosissime e lunghissime e chi invece crea su Facebook un gruppo assegnandogli il nome della strada in cui vive per incontrare tutti, proprio tutti, coloro che in quella strada ci abitano. S’inizia con un primo appuntamento magari pubblicizzato da un volantino in formato A4, esposto nei negozi o appeso nei muri e nei lampioni, e si finisce per condividere tempo, interessi, cibo, giochi. Social Street così si chiama e si sta diffondendo a macchia d’olio in molte città italiane ed europee. Pioniera dell’iniziativa Bologna, il capoluogo emiliano, con il suo gruppo chiuso “Residenti di Via Fondazza”, creato da Federico Bastiani, alla ribalta delle cronache in quest’ultimo mese proprio per quest’idea geniale.

L’obiettivo di Social Street è quello di familiarizzare con i vicini della propria strada di residenza al fine di instaurare un legame, condividere necessità, scambiarsi professionalità, conoscenze, portare avanti progetti collettivi d’interesse comune e trarre quindi tutti i benefici derivanti da una maggiore interazione sociale. Per raggiungere quest’obiettivo a costi zero, si utilizzano i Social Network, soprattutto Facebook. Una risposta per ogni richiesta potrebbe essere lo slogan: parti hai del cibo in frigo lo scrivi sul gruppo, qualche vicino si farà vivo al più presto; sei solo fai il compleanno vuoi festeggiare crei l’evento, inserisci il luogo, l’orario e ti ritrovi con molta più gente di quella che ti aspettavi; ti sei appena trasferito, non sai come “districarti” posti un messaggio di aiuto e molti ti verranno in soccorso; tuo figlio non sa con chi giocare o ha difficoltà in qualche materia, beh magari, in zona c’è un’altra mamma con un figlio che non sa con chi giocare ed è pure insegnante e tu in cambio appena puoi farai qualcos’altro per lei. In Via Fondazza si sono mobilitati anche i commercianti che hanno varato il “costo residente”, come dire buono sconto per il vicino di strada, o biglietto ridotto per cinema e discoteca. Insomma una vera e propria rivoluzione sociale ma direi anche economica, che si rifà alla Pop Economy, l’economia del popolo, di cui su questo blog abbiamo già accennato, fatta di scambi e aiuti reciproci. Social Street e Pop Economy nuove vie per combattere la crisi ma anche la dimostrazione che il capitalismo non funziona più, se mai davvero abbia funzionato.

© Riproduzione Riservata

Commenti