Dopo ventisette anni e 10 mesi finisce l’avventura di Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan.

Galliani: addio Milan, c’eravamo tanto amatiDecisione presa dopo la frattura insanabile con Barbara Berlusconi. Galliani ha ufficializzato l’addio che sarà effettivo dopo la partita con l’Ajax: “Con o senza accordo sulla buonuscita, mi dimetterò per giusta causa fra pochi giorni. Sono d’accordo con il ricambio generazionale ma fatto con eleganza, non in questo modo”.

Ma andiamo con ordine: era il 2 Novembre, quando, a San Siro, dopo l’ennesima sconfitta in campionato del Milan contro la Fiorentina, Barbara Berlusconi (vicepresidente del Milan) si lasciava andare a dichiarazioni forti, affermando che la crisi del club rossonero fosse dovuta ad una cattiva gestione della programmazione, all’assenza di una moderna rete di osservatori e ad una campagna acquisti e cessioni estiva errata, che non ha tenuto conto delle indicazioni della proprietà. Da queste dichiarazioni risulta evidente che la presa diretta sia Adriano Galliani, malgrado le smentite arrivate subito dopo in cui Barbara affermava: ”Non ho mai chiesto il cambiamento dell’ad. Adriano Galliani. Nei numerosi colloqui telefonici con mio padre, dopo la sconfitta con la Fiorentina, ho chiesto semplicemente un cambio di filosofia aziendale per il Milan”.

Ma l’amore tra la la rottamatrice fashion e l’ormai ex ad del Milan non è mai decollato e così si decide di andare avanti per il bene del Milan. Al Camp Now si intuisce subito l’aria che tira fra i due che quasi si evitano in tribuna d’onore. Si pensava si potesse arrivare a fine stagione per poi lasciare in consegna il ruolo di amministratore delegato, invece due giorni fa le dichiarazioni di Galliani avevano destato non  pochi sospetti: “I dirigenti passano, il Milan rimane”. Fino a questa mattina quando l’Ad ha dichiarato le prossime dimissioni.

Si è parlato anche di un futuro in Forza Italia per Adriano Galliani. Infatti Silvio Berlusconi sembrerebbe pronto ad offrire un ruolo all’interno del partito. Ma pare che Galliani abbia rifiutato nonostante il forte legame che lo lega da sempre al suo presidente come lui stesso ha dichiarato (Silvio Berlusconi sarà il mio presidente per tutta la vita). Continua Galliani :”La cosa che è sicura è che il mio affetto per il presidente Berlusconi e’ immutato e immutabile”.

esultanza_gallianiTra l’altro sarebbe giusto ricordare alla giovane Barbara che il Milan non spende più come una volta ed una politica del risparmio fa bene anche ai bilanci. D’accordo sul cambio generazionale, però non dimentichiamoci che Galliani è stato quello che ha costruito il Milan più forte di sempre portando giocatori del calibro di Rijkaard, Gullit, Van Basten, che insieme cambiarono per sempre la storia del calcio dando vita all’immortale Milan di Sacchi. Senza dimenticare  Kakà e Shevchenko, e gli ex interisti Seedorf e Pirlo, accolti in maniera fredda dai tifosi e poi rivelatisi fondamentali per il Milan degli anni d’oro di inizio 2000. Fino ad arrivare ai giorni nostri con le mitiche trattative per gli acquisti di Ibrahimovic (venduto l’anno precedente dall’Inter al Barcellona per la cifra di 70 milioni di euro e ricomprato l’anno successivo per 24 milioni di euro) Kakà (prelevato dal Real Madrid praticamente a costo zero) e Balotelli (comprato dal Manchester City per 20 milioni di euro).

Adesso, dopo avere dato le dimissioni dal Milan, Adriano Galliani lascerà passare “un po’ di tempo”, prima di intraprendere nuove attività. “Per adesso non accetto nulla da nessuno, quando si è offesi bisogna avere la forza e l’intelligenza di far passare un po’ di tempo: bisogna essere lucidi per prendere decisioni”.

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