Crocetta in una lettera al premier Letta rivendica il ruolo della Sicilia: “deve essere trattata come le altre regioni”.

Crocetta scrive a Letta: Sicilia discriminata sui precariIl Presidente Crocetta, sulla vicenda della stabilizzazione dei precari degli enti locali in Sicilia, chiede che venga “trattata come le altre regioni d’Italia, non accetta discriminazioni e io allo stato attuale comprendo le mobilitazioni siciliane contro il trattamento iniquo che il governo sta praticando nei confronti della nostra Regione“.

In una lettera al premier Letta lamenta che alla Calabria viene consentito quel che alla Sicilia viene negato. “I provvedimenti di legge o sono uguali per tutti o sono iniqui“, sottolinea Crocetta, riferendosi all’emendamento sui precari calabresi approvato ieri in Senato. “La Regione Siciliana, d’intesa con il ministero della Funzione Pubblica, aveva concordato un emendamento che era sostanzialmente uguale a quello approvato per la Calabria, senza addirittura alcuni costi aggiuntivi per lo Stato e soprattutto aveva la caratteristica generale, cioè, non prefigurava privilegi per la Regione Siciliana ma si applicava a tutto il Paese. Cosa racconterò ai precari siciliani che aspettano da 25-30 anni di risolvere il loro sogno, che c’e’ un governo che ai loro colleghi calabresi da’ di piu’? Che rende immediatamente possibile la stabilizzazione senza costi per la Regione Calabria, mentre in Sicilia dovremo fare gli acrobati attraverso una legge regionale che stiamo elaborando, ispirata a una circolare del ministero della Funzione Pubblica, che potrà far assumere i precari siciliani in numero ridotto rispetto ai calabresi e lo fara’ a spese della Regione?” afferma Crocetta e aggiunge “Questo, dopo aver effettuato ulteriori tagli per 350 milioni e dopo un miliardo e mezzo di risparmio gia’ fatto nel 2013. Sinceramente ci sembra un modo assurdo di trattare una Regione che sta facendo in questo momento sacrifici enormi e portando avanti una politica di rigore sulla spesa pubblica“. Crocetta conclude così: “quando si deve combattere contro le ingiustizie formali e sostanziali, e’ giusto che ognuno di noi riprenda il ruolo di cittadino per esprimere la propria indignazione”.

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