Comincia oggi, 28 novembre 2013 la tredicesima edizione di MAGMA Festival, la mostra di cinema breve che si svolgerà ad Acireale presso il Margherita multisala fino al 30 novembre.

Foto 2Foto 2Foto 2abak Karimi ospite d’eccezione al MAGMA FestivalIl Concorso Internazionale di Cortometraggi, organizzato dall’Associazione Culturale Scarti, ancora una volta si ripropone di ripristinare la valenza e l’incisività del corto cinematografico molto spesso sottovalutato e subordinato al film lungo. Sono 37 i cortometraggi  selezionati quest’anno fra i 630 ricevuti da ben 56 paesi del mondo e verranno proiettati con sottotitoli in italiano. Circa venti filmmaker provenienti da Europa, America e Asia presenteranno i propri lavori al pubblico e alla giuria e al vincitore verrà assegnato il premio “Lorenzo Vecchio”, omaggio al fondatore del Festival scomparso a soli 23 anni. Il presidente di giuria sarà Babak Karimi, celebre regista di origini iraniane che nella giornata di ieri ha incontrato gli studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania presso il Monastero dei Benedettini.

L’incontro si è svolto con partecipazione ed interesse da parte dei presenti affascinati dall’esposizione di una realtà cinematografica poco conosciuta in Italia fino a qualche tempo fa. Il cinema iraniano che trova spazio all’interno del Festival Taormina Arte durante gli anni 90, risulta essere intriso di veridicità e realismo, componenti sottovalutate e poco attenzionate dalle produzioni occidentali. A Babak Karimi si deve la diffusione del cinema iraniano che nel corso degli anni ha sempre dato uno schiaffo morale al cinema internazionale, evidenziando la precarietà delle giustificazioni legate all’inefficacia delle pellicole. “Il realismo prende per il collo i cineasti e non viceversa” queste le parole del regista che si pone come un vero e proprio anello di congiunzione fra le due realtà cinematografiche.

È il contesto stesso a rievocare l’attendibilità della rappresentazione senza alcuna montatura o congettura filmica mostrando l’elemento narrativo nella sua concretezza  e dilatazione temporale. Un’azione semplice ed apparentemente banale diviene importante momento di verità e meditazione mostrando l’autenticità di ciò che si intravede al di là della macchina da presa. Molteplici i riferimenti a Kiarostami e Makhmalbaf , registi di punta del cinema iraniano che fondono l’elemento culturale con quello didattico. “ Bisogna avvicinare le complessità della persona a quelle del personaggio” questo il compito del regista che instaura con il cast un rapporto di assoluta fiducia e dedizione. L’incontro si conclude all’insegna di una riflessione legata non soltanto ad una realtà apparentemente lontana dalle consuetudini attuali, ma soprattutto connessa ad una dimensione cinematografica ricca di emozione e autenticità.

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