Domani, martedì 26 novembre, alle ore 17.30 presso la “Sala Conferenze” della “Biblioteca delle Oblate” di Firenze sarà presentato il romanzo “L’Ultima volta” di Salvatore Maiorana.

MaioranaUltimavoltaAlla presentazione interverranno Eliana Terzuoli e Clara Vella che illustreranno i motivi principali di questa nuova prova letteraria di  Maiorana. Alla manifestazione parteciperà anche il regista Aldo Redi di Criscio del “Bausette Theatre” ed alcuni passi dell’opera saranno recitati dagli attori, Leonardo Ceccatelli, Alessandra Ferrari e Ilenia Maiorana.

La scrittura di Salvatore Maiorana si distingue per  la nitidezza del dettato e per una prosa articolata ed al tempo stesso dal ritmo aereo, che attraverso l’uso sapiente della punteggiatura  richiama l’attenzione del lettore su immagini, su aspetti del paesaggio. Ma per comprendere bene la tecnica narrativa di Maiorana proponiamo la lettura di un  passo significativo del romanzo (p.9-10):

«Uscì fuori dalla città di Kabul e camminò verso la periferia. Le montagne bianche di neve si stagliavano alte nel cielo e sembravano dipinte in una grande tela. Verso il basso, ai piedi delle colline, i crepacci, umidi di brina, luccicavano come le rughe profonde del volto di un marinaio, esposto ai raggi del sole. Gruppi di militari, attraversarono quelle strade di montagna, con dei cingolati di guerra, e i soldati tenevano le armi spianate pronte per l’uso. Dopo aver camminato a lungo si fermò in un prato incolto, pieno di arbusti, vicino ad un’antica casa diroccata, distrutta dai bombardamenti. All’interno della costruzione vi era un giardino pieno di sterpaglie, incustodito.  Stanco della fatica, si sedette su un grande sasso levigato, dai riflessi d’ocra. Quel sasso, dove si era seduto a guardare le montagne, ora che il sole stava tramontando, per un gioco di luci ed ombre, appariva al viaggiatore di quelle strade impervie, come una zattera alla deriva in un mare calmo. La vista delle montagne di Kabul, in una sera autunnale, lascia incantati per le sfumature di colore del cielo e delle nuvole. Alcune ore prima, aveva finito il suo turno all’ospedale e si era incamminato a passo veloce, verso la periferia di Kabul. Passando accanto alle case distrutte dai bombardamenti, vide due bambini che gridavano e  giocavano a nascondiglio. La vista di quei bambini lo distolse dal suo pensiero ossessivo. Adorava ammirare le montagne che all’imbrunire apparivano come luccicanti punte di diamanti. Quella sera, al tramonto, Shane guardò quelle montagne alla ricerca di  qualcosa […] »

Nel brano che abbiamo riportato il narratore ricorre alla tecnica dell’indugio narrativo ed attraverso il punto di vista di un personaggio, di cui conosceremo l’identità solo alla fine del brano, ci presenta immagini di  montagne bianche fuori dalla città di Kabul, di gruppi di cingolati e di militari che uscivano fuori della città. Il lettore, pur non essendosi ancora avventurato in questo universo narrativo, percepisce che si tratta di uno scenario di guerra e fin dalle prime battute, attraverso l’alternarsi di immagini di morte  (“case distrutte dai bombardamenti”)  e vita (“la vista di quei bambini lo distolse dal suo pensiero ossessivo”), serpeggia tra le righe tensione. La successione infatti di motivi tra loro contrastanti ( amore e morte) crea tensione narrativa. Il narratore indirettamente anticipa al lettore i motivi principali del romanzo, ma allo stesso tempo indugia nelle descrizioni e nel presentarci il personaggio principale per creare un senso di attesa e  di “suspense narrativa”.

Procedendo nella lettura, il lettore scopre che i personaggi di questo romanzo sono alla ricerca di qualcosa; c’è una forza ed un’energia in loro che li spinge a sfidare il dramma della guerra ed andare “oltre”.

Preferiamo però tacere su che cosa sia quell’oltre, e solo se il nostro lettore avrà la pazienza e la curiosità di avventurarsi nell’universo narrativo di “L’Ultima volta”, forse lo scoprirà!

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