All’Auditorium di Pagani, è andata in scena, nei giorni 12, 13, e 14 novembre, la rappresentazione “ La borsa di Mary Poppins”. Lo spettacolo, ideato per un pubblico di ragazzi e per le scuole, (ma non solo), nasce dall’idea di Domenico Amendola, musicista ed imprenditore dello spettacolo, e di Vincenzo Pellegrino poliedrico artista campano. “La borsa di Mary Poppins” si basa sulle musiche ispirate alla colonna sonora del film Disney con la quale i fratelli Robert e Richard Sherman vinsero l’oscar sia per la migliore colonna sonora che come migliore canzone.  I brani in questione, orchestrati dal maestro Grana sono: Con un poco di zucchero, Supercalifragili, Camcaminin, La cattedrale e L’aquilone.

Solo il brano iniziale, “La borsa di Mary Poppins”, che poi dà il titolo alla piece teatrale è un pezzo originale scritto da  Vincenzo Pellegrino e arrangiato e orchestrato da Bernardette Grana con le  coreografie di Elisa Bove. Lo spettacolo ha visto il debutto dell’orchestra “Armoniche Sintonie”, gruppo diretto dal maestro Grana, che seguirà per tutta la stagione Musicale le iniziative dell’Associazione Culturale Internazionale “ Il Medioevo”.

La sceneggiatura e la regia di Vincenzo Pellegrino, che ne ha disegnato anche le scene, partono da un leggero sovvertimento della trama che è un po’ nello spirito di Mary Poppins, utilizzando un diverso punto di vista. Infatti, invece di narrare i fatti in maniera lineare, tutto inizia dal ritrovamento, in una strada illuminata da un vecchio lampione, di una borsa sulla quale compare solo una targhetta con su scritto “la perfetta”: chiaro riferimento alla proprietaria, ovvero la tata perfetta. A ritrovarla è una giovane musicista, interpretata dalla brillante attrice Cinzia Cordella, che da bambina era stata molto colpita dalla storia di Mary Poppins.

Da questa borsa saltano fuori una serie di oggetti che si riallacciano alla trama originaria, dando spunto alle musiche originali del film. Cinzia Cordella, l’attrice arrivata tra gli ultimi nel cast della produzione e fermamente voluta dal presidente dell’associazione “il medioevo”,  Antonio Caiazzo, si è rivelata un’autentica scoperta, portando tutto il suo entusiasmo sul palcoscenico.

La storia di Mary Poppins

Mary Poppins nasce in forma di romanzo nel 1934, dalla penna della scrittrice Pamela Lyndon Travers, pseudonimo di Helen Lyndon Goff. L’autrice trova l’ispirazione partendo dal desiderio di intrattenere i suoi fratellini ed il gioco diventa così interessante da portarla a diventare l’autrice di una intera saga.  Scriverà ancora tante storie con Mary Poppins come protagonista,  ma quella che rimane indiscutibilmente un’icona è la versione cinematografica.

Diventa un film di Walt Disney  infatti nel 1964 con la regia di Robert Stevenson. C’è una foto di quegli anni in cui sono ritratti insieme: Walt Disney, la Lyndon, e Julie  Andrews, che diventa il volto di Mary Poppins. Tutti sorridono, ma il sorriso dell’autrice è quello che appare più artefatto, perché secondo alcuni non aveva gradito le trasformazioni del personaggio operate dagli sceneggiatori di Disney.

Infatti non venderà più i diritti dei suoi racconti.  In ogni caso, la versione di Disney è la più conosciuta da tutti, ed è quella che nonostante le critiche velate,  meglio racconta l’idea di cosa sia una famiglia serena e insegna a guardare alla vita sempre con un atteggiamento positivo. Mary Poppins aiuta i bambini Jane e Michael a ritrovare il sorriso e mostra a tutti il valore delle piccole cose.  Mary Poppins è il sogno di tutti i bambini, la tata perfetta, cioè una persona in grado di trasmettere le regole attraverso l’amore, la fantasia e l’allegria.

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