Si prospettano aiuti economici e tempi brevi per i nuovi stadi in Italia.

2250253-progettostadioEcco che forse qualcosa inizia a muoversi. I gravi fatti di Salerno hanno portato ad un’accelerazione della legge sugli stadi. Infatti il fondo di garanzia per la costruzione, l’ammodernamento e l’acquisto di impianti sportivi (compresi gli stadi da parte di società o associazioni sportive) sarà integrato con 45 milioni nel triennio 2014-2016 (10 il prossimo anno, 15 nel 2015 e 20 nel 2016). Ecco quanto prevede il pacchetto di emendamenti del governo alla legge di stabilità secondo una bozza arrivata in Parlamento. I nuovi stadi dovranno essere: ecosostenibili, poco costosi, polifunzionali, ma soprattutto sempre aperti perché lo stadio che verrà sarà fatto a misura di famiglia. Una bozza dell’emendamento di governo alla legge di Stabilità sottolinea la necessità di sviluppo, garantendo tempi certi e rapidi. L’abbattimento della macchina burocratica permetterà agli enti locali di avere risposte entro 14 mesi, e consentirà alle società sportive di gettare le basi dei nuovi impianti.

Molti sono i club, non solo di seria A, che puntano a costruire o rifare il look allo stadio. L’emendamento, annunciato al Coni dal premier Enrico Letta e ribadito dal vice primo ministro Angelino Alfano in Lega calcio, porterebbe ad investimenti da parte di privati e riguarda tutti gli impianti a partire da strutture da 500 posti indoor a 2000 all’aperto. Se passerà la legge, si prevedono costruzioni ex novo e ammodernamenti di quelli esistenti. Finora i tempi per le autorizzazioni sono stati decisamente lunghi, basti pensare che la Juventus, l’unica tra le squadre di A ad avere lo stadio di proprietà, ha dovuto attendere sette anni per avviare i lavori per lo Juventus Stadium. Invece, l’Udinese ha dovuto attendere 10 anni per poter avviare il restauro del ‘Friuli’ e ottenerne la concessione per 99 anni.

L’ammodernamento degli impianti sportivi incide sotto tutti i punti di vista: economico, della sicurezza e della qualità della vita. Il rinnovamento degli impianti porterebbe ad un aumento degli spettatori del 40% circa. Inoltre, un impianto che funziona non solo in occasione degli eventi sportivi, attenuerebbe per le società la forte dipendenza dei risultati economici da quelli agonistici, invertendo la tendenza negativa. L’Inter del neo presidente Erick Thohir si è già messa al lavoro individuando tre aree (San Donato, Sesto san Giovanni e Rozzano) per un impianto da 60mila posti e un costo di 140 milioni. Il Milan invece punta a ristrutturare il Meazza (approfittando della finale di Champions 2016). Il Bologna punta a rivoluzionare il Dall’Ara con una struttura da 25mila posti, con ristoranti, uffici e attività commerciali. Anche la Roma americana (si vocifera in queste ore dell’ingresso in società di uno dei più ricchi uomini cinesi) sembra aver individuato l’area (Tor di Valle) per la costruzione del nuovo stadio, con annessi: cinema, negozi e ristoranti. Per la Lazio di Claudio Lotito si prevede Valmontone o Tiberina. La Fiorentina dei Della Valle è in trattativa con il comune di Firenze per la Cittadella dello sport. Un investimento di circa 150-200 milioni per una struttura di 32 ettari, con campo, parco tematico e musei. Il Catania di Pulvirenti, dopo la mega struttura Torre del Grifo, si appresta a dare una nuova casa al Calcio Catania e lavorando in sinergia con il Comune ha individuato nella zona di Librino la location ideale per il nuovo stadio. Invece la Sampdoria vuole abbandonare Marassi per uno stadio da 30mila posti, con annesso palazzo dello sport e una costruzione residenziale. La rivelazione Verona lascerebbe il Bentegodi per il New Arena, finora in comproprietà con il Chievo, una struttura da 25mila posti, trasformabile in stadio del rugby e con piscina olimpionica sottostante. Sicuramente questo sarà il primo passo, fondamentale, per cercare di rilanciare il Calcio italiano e riportare i campioni, nel campionato più bello di sempre.

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