alimentazione

È la domanda che mi sentii rivolgere non più tardi di un paio di anni fa da un giovane medico dermatologo, operante presso un istituto oncologico siciliano, quando gli domandai in che modo nel loro istituto facessero prevenzione per mezzo dell’alimentazione. Riflettendo su questo episodio, qualche tempo dopo mi venne l’idea per il titolo da dare a questa rubrica che oggi esordisce qui, ma che esiste già da diversi mesi. Perché secondo buona parte dei medici (che, lo ricordo per chi non lo sapesse, non sono tenuti a dare nel loro percorso di studi nessuna materia inerente l’alimentazione), il cibo sta alla prevenzione come i cavoli a merenda. Eppure già Ippocrate lo diceva, secoli prima di Cristo: sia il cibo la vostra medicina, e la medicina il vostro cibo. Però abbiamo dimenticato questa antica saggezza e, anche oggi che è supportata e confermata da numerose ricerche scientifiche, continuiamo a curare qualsiasi malanno con tutti i farmaci possibili, e a non tenere conto di ciò che tramite il cibo forniamo al nostro corpo. Al momento della nascita tutte le malattie che svilupperemo durante la vita sono già scritte nei nostri geni, non una di più e non una di meno. L’unica cosa che può aiutarci a non sviluppare quelle malattie cui saremmo destinati è l’ambiente che diamo alle nostre cellule, e questo ambiente è dato per la gran parte da ciò che mangiamo. È evidente quindi che se mangiassimo bene (e cosa voglia dire mangiare bene è ciò di cui soprattutto tratteremo in questa rubrica) vivremmo meglio e più a lungo. Ma per poter mangiare bene è necessario sapere cosa voglia dire, mangiare bene. E qui nascono i problemi.

Se fate caso a quelli che sono i claims pubblicitari della maggior parte dei prodotti alimentari, tutti si basano e sottolineano il gusto del prodotto che pubblicizzano. Ma il gusto non è un indicatore, anzi. È ormai risaputo che una buona alchimia di additivi chimici può creare un qualunque ottimo gusto pur partendo da pessime materie prime; mangiare bene non vuol dire quindi avere in bocca un buon gusto sapido e invitante. Né vuol dire buttare nel carrello tutto quanto la pubblicità ci propina perché, sarebbe superfluo dirlo ma meglio essere chiari, l’industria alimentare ha tutto l’interesse a vendere il prodotto che produce, anche a dispetto della salute del consumatore. Pensate che mangiare biscotti e carne in scatola e sughi pronti e crema di cioccolato da spalmare e bere bibite gasate e latte faccia bene? Alle industrie che producono questi cibi di sicuro si, alla nostra salute di sicuro no. E se avrete la pazienza di seguirmi negli articoli che pubblicherò da oggi ogni mercoledì su queste pagine, vi spiegherò perché. Col solo intento di dare attenzione alla vostra (nostra) salute.

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