Sabato 16 novembre, al Palazzo Dei Congressi di Roma, durante il Consiglio nazionale, si è consumata l’ultima disfatta del fuori tempo massimo ex leader, Silvio Berlusconi.

Berlusconi-forza-italia-defaultL’altro ieri, alla prima che avrebbe dovuto consacrare la rinascita gloriosa del ‘nuovo-vecchio’ partito Forza Italia, l’analisi realistica, mette in luce tutte le critiche e i dubbi della vigilia: come si può rinascere, cercando di soppiantare quello che è più nuovo di te, ripartendo dai vecchi che ormai superati, non riescono neanche a capire la nuova realtà in cui vivono e che per forza di cose prima o poi dovrebbero con dignità, lasciare l’incombenza della risalita italiana ai giovani? La rifondazione ha certificato perciò una nuova scissione nel centro-destra.

L’Italia alla deriva è lo specchio dell’ex partito più forte d’Italia, anch’esso alla deriva, il cui vecchio leader assoluto ed incontrastato di ieri, ormai solo sul palco e aggrappato quasi al leggio, non ha avuto nemmeno la forza umana di parlare, figuriamoci quella politica.

Il vecchio leader, pretenderebbe di ripartire da Forza Italia, dai folcloristici cori inneggianti ‘Silvio’ e quindi dal territorio, di cui non ne ha mai voluto sapere, avendo pensato da sempre ad un partito leggero. Tutto questo, per giunta, con i suoi vecchi chiacchierati fedelissimi: Martino, Dell’Utri, Brunetta, Scajola e Bondi.

L’ex cavaliere, ormai ‘ex tutto’ guarda alle elezioni: in un paese normale, dovrebbero proporre novità, nuove energie e sinergie, fresche ed efficaci idee e soluzioni ma in Italia, vista la situazione, non si sa più a cosa servirebbero: si sa però a chi servono soprattutto.

Le sue nuove idee, sono quelle di un vecchio partito disfatto che ha governato per un ventennio e quando era forte ed incontrastato è stato incapace di riformare, dovendo ideologicamente difendere i privilegi dei ricchi ai danni dei meno abbienti e non ha saputo che portare l’Italia alla catastrofe: povertà crescente e diffusa parallelamente a nuove spregiudicate e discusse ricchezze legate spesso al malaffare, inconsistenza nel ruolo internazionale e fanalino di coda in tutte le classifiche internazionali socio-economiche che contano.

Berlusconi non ha avuto la forza politica, come da lui stesso ha dichiarato, di far cadere il Governo nel voto di fiducia del 2 ottobre, dove ha rischiato peraltro con il Pdl, la scissione dei governativi e pretenderebbe di ripartire dai vecchi malandati leoni del ’94: da quella Forza Italia che mette a prescindere, in cattiva luce il ruolo della Magistratura, dall’odio nei confronti della sinistra e dei post-comunisti, con cui ha accettato di governare, con il presunto fuorilegge voto palese che deciderà della sua decadenza.

Quindi è proprio della decadenza politica di cui parliamo, che si accompagna al decadimento dell’intera Italia che dovrebbe essere salvata dal nonno Berlusconi, il quale a chiusura del Consiglio Nazionale dice: ‘’Ora andiamo anche a riposare’’.

Infatti, appunto l’ha detto lui stesso, a riposare, è là che dovrebbe andare, assieme agli altri suoi fedelissimi nonnetti italiani che ancora non comprendono a cosa si sta andando in contro, sostenendolo ancora. Occorrerebbe, per il bene comune, dare fiducia una volte per tutte a quei giovani talentuosi cittadini, i quali sono l’unica possibile reale e sostenibile speranza d’Italia.

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