Enrico Brignano al cinema con

Il regista Alessio Maria Federici, alla sua seconda esperienza dietro la macchina da presa (dopo “Lezioni di cioccolato 2”), si cimenta nel remake della fortunata commedia francese “Per sfortuna che ci sei”(La Chance de ma vie) di Nicolas Cuche. Alla base del film c’è il tema della sfiga, molto sentito soprattutto in Italia. Il protagonista, Jacopo (Enrico Brignano), è un ottimo consulente matrimoniale, il migliore che si possa trovare, capace di risolvere qualsiasi problema di coppia, anche nei casi più disperati, ma la sua vita sentimentale è un vero disastro. Il problema di Jacopo è quello di portare sfortuna. Ma non si tratta del classico portajella (o iettatore, come si dice dalle nostre parti), perché a restare vittima dei suoi influssi negativi sono solo le sue fidanzate, alle quali accadono una serie incredibile di incidenti più o meno gravi, che vanno dal finire al pronto soccorso all’essere licenziate. Convinto di essere vittima di una maledizione si rassegna a rimanere da solo, fino al giorno in cui incontra Sara (Ambra Angiolini), un’ambiziosa architetta della quale si innamora. Lei lo ricambia, ma dal quel momento inizierà ad essere perseguitata dalla sfortuna, e nonostante l’amica cerchi di metterla in guardia, lei continua a ignorare il fatto che a portarle sfiga sia proprio Jacopo. Per la serie “l’amore è cieco, ma la sfiga ci vede benissimo”!

Il personaggio di Brignano rappresenta lo stereotipo del maschio quarantenne che ha successo nel lavoro, ma che non vuole impegnarsi in un rapporto serio nascondendo, in questo caso, le proprie paure e insicurezze dietro la convinzione di portare sfiga. Solo l’amore incondizionato di Sara gli farà capire di aver trovato la donna giusta, spingendolo a liberarsi della sua maledizione. E infatti, se in un momento di sfiducia affermerà “siamo nati tutti liberi e soli. E soli dobbiamo rimanere”, alla fine dovrà ricredersi.

La coppia Brignano – Angiolini risulta bene affiatata, anche se qui Brignano non emerge in tutta la sua comicità (come siamo abituati a vederlo soprattutto in teatro). Bravo anche Fabio Troiano nel ruolo di Fabrizio, l’amico donnaiolo. Non mancano le gag, come quelle del tassista balbuziente che si ostina a dare il comando vocale al navigatore.

Nel complesso, il film è scorrevole e divertente. Una commedia senza troppe pretese, ma con un insegnamento positivo, ossia “il bello sta nel fatto che nella vita le cose cambiano”.

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