Caso Cancellieri: cresce la pressione nel Pd per le dimissioni.

cancellieri_anna_mariaSono di nuovo riportate in modo insistente notizie sul mio comportamento in relazione alle vicende collegate all’arresto di Salvatore Ligresti e dei suoi figli“. Inizia così la lettera aperta del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri sul caso Ligresti, esploso nuovamente dopo le rivelazioni fatte da Repubblica sui tabulati telefonici che testimoniano l’esistenza di un’altra sua telefonata, unitamente ad altre,  fatte invece da suo marito. Mentre il Presidente Giorgio Napolitano e il Premier Letta confermano la loro fiducia nei confronti del ministro Cancellieri dopo il caso Ligresti, la posizione del Guardasigilli appare sempre più in bilico in vista del voto del prossimo 20 novembre. Anche i Renziani del Pd entrano in scena, ormai concordi nel richiedere le dimissioni della Cancellieri. Se di qui a mercoledì la situazione non cambierà, questo voto rischierà di diventare una sfiducia all’intero governo. Dal canto suo Annamaria Cancellieri ribadisce “Rifiuto qualunque sospetto sulla correttezza del mio operato e sul rispetto delle regole come cittadino e come ministro”.  E’ questo il contenuto della lettera diffusa dopo l’incontro con Letta.

Letta e Napolitano invece confermano la loro fiducia al ministro tanto è vero che è stato confermato il Consiglio dei Ministri di martedì per approvare il pacchetto-carcere messo a punto dal Ministero.

La Cancellieri è appesa a un filo. “Il mio impegno prosegue con determinazione in attesa dell’incontro importante di mercoledì, quando il Parlamento farà la sua scelta”. In effetti il destino in Parlamento del ministro è molto legato alla situazione politica e alle scelte del Pd in particolar modo. Questo clima rischia di certo di indebolirla. La Cancellieri ha già spiegato di “non aver mai nascosto l’amicizia con Antonino Ligresti” spiegando anche che le telefonate sulle condizioni di Giulia Ligresti sono state soltanto due.

Il testo della lettera aperta di Anna Maria Cancellieri

Si sostiene che io abbia omesso di riferire circostanze rilevanti o peggio che abbia mentito al Parlamento il 5 novembre scorso. Si sostiene che abbia riferito circostanze non vere al Pubblico Ministero che mi ha ascoltato il 22 agosto scorso a seguito della intercettazione di una mia conversazione con la compagna di Salvatore Ligresti. Mi si accusa, in sostanza, di essere venuta meno ai miei doveri di ufficio e di aver addirittura tenuto un comportamento infedele nei confronti delle Camere. Non è più, dunque, solo questione che riguardi l’opportunità di alcuni miei comportamenti o l’appannamento della mia immagine. Viene, invece, messa in discussione la mia integrità morale, il mio onore e la mia fedeltà alle Istituzioni. Sono, dunque, costretta a tornare di nuovo su una storia che ritenevo di aver definitivamente chiarito. Non ho mai nascosto la mia lunghissima amicizia con Antonino Ligresti. L’ho riferito al Pubblico Ministero che mi ha sentito e l’ho detto in Parlamento lo scorso 5 Novembre. Un rapporto di amicizia è tale perché implica una frequentazione fatta anche di conversazioni e di contatti telefonici. Ho riferito al P.M. del contenuto delle conversazioni intercorse con Antonino Ligresti che hanno avuto come oggetto lo stato di salute di Giulia Ligresti. Una è del 19 agosto, l’altra di due giorni dopo, del 21 agosto. La prima telefonata è stata fatta da me, ma solo a seguito di diversi tentativi fatti da Antonino Ligresti di raggiungermi al telefono. La seconda conversazione è in risposta ad un ulteriore contatto proveniente da Ligresti. Di questi due contatti ho riferito puntualmente alla Procura perché questi erano quelli che avevano ad oggetto i fatti sui quali sono stata sentita. Basta leggere il verbale redatto dalla Procura per verificare la correttezza e la veridicità delle mie dichiarazioni“.

Al contrario – prosegue Cancellieri -, sono stata io a riferire il contenuto dei dialoghi con Antonino Ligresti e a spiegarne il senso. Su cosa avrei mentito appare incomprensibile. Mio marito ha avuto contatti telefonici con Antonino Ligresti. Questa sarebbe questione che mette in discussione il mio operato. Antonino Ligresti è nostro amico, lo ribadisco. È un medico; mi sono rivolta spesso a lui per consigli su problemi di salute miei e dei mie familiari. L’abbiamo fatto anche in quel periodo – all’epoca dei fatti ero reduce da un recente intervento chirurgico – ed anche in seguito per i problemi di salute che sono tuttora visibili e noti. Nessuna interferenza vi è stata rispetto alla vicenda processuale dei Ligresti da parte mia, credo di averlo spiegato in modo chiaro e ripetuto. Ora si ipotizza che l’avrebbe fatto mio marito soltanto perché si trova in tabulato la traccia di alcune conversazioni. Rifiuto qualunque sospetto – si conclude la lettera – sulla correttezza del mio operato e sul rispetto delle regole come cittadina e come Ministro“.

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