Lo scrittore Roberto Saviano dopo l'accusa di diffamazione

Il 13 novembre 2013 Roberto Saviano subisce una condanna per diffamazione, lo scrittore di “Gomorra” dovrà risarcire Enzo Boccolato, con 30mila euro. Lo ha deciso il tribunale di Milano, il giudice Orietta Miccichè, durante la causa civile intentata da Boccolato per la frase citata alla pag 291 del libro Gomorra, in cui è scritto che, Enzo Boccolato insieme ad Antonio La Torre si preparavano anche a tessere una grande rete di traffico di cocaina. Nell’intero contenuto della pag 291 è riportato : “Enzo Boccolato era conosciuto negli aeroporti in Venezuela e a Francoforte, aveva appoggi tra gli operatori del controllo merci, che con grande probabilità non curavano soltanto l’invio e l’arrivo dei vestiti, ma si preparavano anche a tessere una grande rete di traffico di cocaina. Può sembrare che i clan, una volta completata l’accumulazione di grandi capitali, interrompano la propria attività criminale, disfacendo in qualche modo il proprio codice genetico, riconvertendolo sul piano legale………..la forza dell’imprenditoria criminale italiana sta nel continuare ad avere il doppio binario, non rinunciare mai all’estrazione criminale...”

Ma vediamo anche quanto riportato dalla pubblicazione fatta da Roberto Saviano, oggi, nella pagina  ufficiale di facebook. Il “gruppo Boccolato”e il boss Antonio La Torre, in affari, nelle parole del collaboratore di giustizia Stefano Piccirillo (procedimento penale n.74227/01 R.G.N.R. – Procura della Repubblica di Napoli ): “Sono stato in Germania da Enzo Boccolato che è nipote di Mariano La Torre e che aveva un ristorante. Anche in questo caso l’ospitalità mi è stata trovata grazie ai La Torre. Enzo Boccolato insieme ad Antonio La Torre ed un libanese che è titolare di alcuni locali a Filadelfia ed un tedesco che poi è stato anche a Mondragone a trovare Augusto e che si chiama Thomas e la moglie Stefania, acquistavano abbigliamento in Puglia e lo vendevano a Caracas tramite Alfredo “Capieret “che di cognome fa Supino. Questo Capiert portava anche i diamanti dal Venezuela alla Germania. Il gruppo di Boccolato aveva appoggi sia nell’aereoporto di Francoforte che in quello di Caracas. La merce che veniva acquistata non veniva quasi mai pagata ed in questo modo il gruppo lucrava un grosso guadagno. Sempre in Germania avevano la disponibilità di un deposito dove io stesso ho dormito e io mi occupavo proprio di questo deposito. Nel ristorante di Enzo Boccolato è stato arrestato un rapinatore italiano che aveva fatto delle importanti rapine in Spagna”. Esiste poi un decreto del tribunale di Santa Maria Capua Vetere che parla del “carattere ambiguo” delle conversazioni intercettate tra Enzo Boccolato e i La Torre nonchè dei frequenti viaggi all’estero compiuti o da compiersi da parte del Boccolato detto “Enzuccio“.

Il mio Lavoro – dice Roberto Saviano – è raccontare e analizzare ciò che accade. Boccolato ha avuto ragione al primo grado del processo, ma sono convinto di quanto ho scritto e continuerò a raccontare il potere del clan La Torre senza temere cause e condanne. Difenderò le mie parole in appello. Difenderò le mie parole sempre”.

La macchina del fango, capitolo 2 del libro “Vieni via con me” Feltrinelli Editore : ” Da un pò di tempo vivo come una sorta di ossessione, un’ ossessione che riguarda la macchina del fango, il meccanismo con cui si arriva a poter diffamare qualsiasi persona. E ho questa ossessione perchè sono nato in una terra in cui chiunque abbia deciso di ostacolare la criminalità organizzata ha sempre subito questa sorta di delegittimazione totale. Persino chi viene ucciso, chi è morto, e caduto per contrastare le mafie, viene diffamato…Sento che la democrazia è letteralmente in pericolo, può sembrare esagerato ma non lo è, la democrazia è in pericolo nel momento in cui, se ti poni contro certi poteri, se ti poni contro il governo,quello che ti aspetta è l’attacco di una macchina che ti getta addosso fango: un attacco che parte dalla tua vita privata, da fatti minuscoli della tua vita privata che vengono usati contro di te. C’è differenza tra diffamazione e inchiesta. L’inchiesta raccoglie una molteplicità di elementi per mostrarli al lettore. I giornalisti sognano di avere più informazioni possibili per poter approfondire, per poter trovare elementi che dimostrino, inchiodino, difendano. La diffamazione prende invece un elemento dal contesto, una cosa privata che non ha relazione alcuna con la cosa pubblica, e lo usa contro la persona che si è deciso di diffamare. La democrazia è in pericolo nella misura in cui, quando accendi il computer per scrivere il tuo articolo, al tempo stesso pensi : “Domani mi attaccheranno su cose che non hanno niente a che vedere con la vita pubblica, niente a che vedere con un crimine commesso”. Non hai fatto nulla di male, ma useranno il tuo privato contro di te, ti costringeranno a difenderti. Allora chiunque tu sia, sindaco, assessore, giornalista, prima di criticare ci pensi un pò. Quando questo accade, inizia a incrinarsi la libertà di stampa, inizia a incrinarsi la libertà di espressione. E’ ovvio, l’Italia non è la Cina, nè una dittatura fascista; nessuno viene arrestato per ciò che scrive, ma la confusione tra diffamazione e inchiesta è un metodo. E’ il modo di difendersi di chi diffama. Lo scopo è poter dire : “Siamo tutti uguali”. Il meccanismo della macchina del fango in fondo è questo: poter dire “Lo fate anche voi”, “Lo facciamo tutti”………è quello che la gente vuole sentire. ….la macchina del fango vuole dire : abbiamo tutti le unghie sporche, siamo tutti uguali. La forza della democrazia è la molteplicità. L’istinto che invece sta emergendo nel Paese, purtroppo , è quello di dire: siamo tutti uguali tutti identici, siamo tutti la stessa cosa. E’ qui che vince la macchina del fango. Bisogna saper guardare le differenze. La differenza è ciò che la macchina del fango non vuole che lo spettatore ,il lettore, il cittadino intuisca. Una cosa è la debolezza che abbiamo tutti, un’altra il crimine. Una cosa è l’errore, un’altra l’estorsione. I politici possono sbagliare, significa che fanno. Ma una persona che sbaglia è ben diversa da una persona corrotta. In realtà, di fronte alla macchina del fango non bisogna rispondere dicendo: “Noi siamo migliori”. Bisogna dire. “Noi siamo diversi”.  Roberto Saviano

Dice Lorenzo Milani: “Far parti uguali tra disuguali è somma ingiustizia”.

E’ possibile che una persona, uno scrittore, che non commette un crimine venga accusato ? Il grande narratore, poeta, giornalista Josè Saramago, premio Nobel della letteratura nel 1998 diceva: ” Lo scrittore, se appartiene al suo tempo, se non è rimasto ancorato al passato, deve conoscere i problemi del tempo in cui gli è capitato di vivere. E quali sono questi problemi oggi ? Che non ci troviamo in un mondo accettabile, anzi, al contrario viviamo in un mondo che sta andando di male in peggio e che umanamente non serve“.

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